E' caldo, molto caldo, soffocante. L'umidità rende l'aria irrespirabile. Però è importante che io continui, che vada avanti.
Li ho lasciati tutti là indietro: tutta la mia famiglia, e anche gli altri. tutti indietro, la mia vita è rimasta indietro, ma forse da questo mio insistere, da questa mia ricerca, dalla mia fuga può dipendere anche la sopravvivenza degli altri.
Laggiù è l'inferno, non è possibile resistere ancora per molto. L'unica speranza è questo stretto cunicolo che può portare alla salvezza. Quanto è stretto e ripido: l'aria pesante, poi, rende ancora più faticoso ogni mio passo.
E' persino scivoloso e più di una volta mi è capitato di sputare anche l'anima per poter fare qualche passo e d'improvviso retrocedere del doppio in pochi attimi.
Spesso mi devo fermare per riprendere fiato. E' davvero soffocante. In certi tratti il cunicolo è largo esattamente quanto me e mi devo appiattire pregando ogni dio conosciuto di farmi passare mentre tremo al solo pensiero di rimanere intrappolato senza speranza di poter fare il benché minimo movimento.
Vedo una luce laggiù in fondo e devo farcela, per me, per la mia famiglia, forse per tutti noi, per poter liberare tutti da questo inferno. Devo continuare anche se non sento più le forze.
Sono davvero esausto; mi devo fermare per l'ennesima volta.
Sento dei rumori, colpi regolari che provengono proprio dalla fonte luminosa, ora un gorgoglìo, ora la luce è sparita, ora ritorna. Forse comincio ad avere delle allucinazioni.
Finalmente sono davvero vicino all'uscita del tunnel, ma non riesco a muovermi, sono semplicemente terrorizzato.
Potrebbe esserci qualcuno dei loro, qualcuno dei "dominatori", come li ha sempre chiamati mio padre e suo padre prima di lui. Devo farmi forza, non posso fermarmi proprio adesso, proprio ora che sono giunto alla fine del tunnel.
Rimango in attesa ancora qualche minuto, finché non sento più nessun rumore. La luce è ancora lì, appena fuori dal tunnel.
Sono deciso: esco.
Appena messa fuori la testa mi guardo intorno: non c'è anima viva. Sono stato fortunato, non c'e' nessuno.
Esco completamente dal tunnel e cerco un nascondiglio, per poter osservare meglio la zona, senza correre rischi inutili.
Sono al sicuro; ancora qualche passo e potrò nascondermi in quell'anfratto e attendere che faccia notte.
Un rumore improvviso. La porta si apre di scatto. Un bambino entra nella stanza.
"Papà, papà, corri, presto, uno scarafaggio." - strillò.
Un'ombra sopra di me, la fine. SPLAT!