Era ormai tardi quella sera ma il sole ancora s'attardava, sospeso nel cielo rosso di fuoco, come se evitasse d'affondare nell'orizzonte.
Il suono del vento accompagnava dolcemente quella silente attesa e il cielo era terso, con le stelle che apparivano timidamente nell'imbrunire.
Una figura alta, snella, con un mantello nero si ergeva tagliando in due l'orizzonte, spezzandolo senza pietà.
Teneva le braccia conserte e fissava il disco infuocato con gli occhi socchiusi, come se cercasse d'instaurare un rapporto d'intesa e ciò le dava un'aura di dominio su tutto ciò che le stava intorno.
I lunghi capelli neri coprivano le spalle e, seguendo il vento, a tratti s'arruffavano per poi ricadere sul mantello.
Tutto questo silenzio durò molto tempo ma il sole stava ancora là, immobile, sospeso sul mare ed era sempre più tardi, sempre più impossibile che non fosse ancora sceso dietro l'orizzonte.
La nera figura stava immobile sulla terrazza che s'affacciava sul mare e sembrava che nulla, oltre al sole, potesse sfiorare i suoi pensieri.
Le onde s'accavallavano le une sulle altre, sempre più lentamente ed io stavo lì, incantato, a guardare quella scena inverosimile: sapevo che era troppo tardi perché il sole fosse ancora così alto, eppure pareva che il giorno avesse fermato il tempo, impedendo alle tenebre d'impossessarsi del cielo, ancora infuocato dal rossore del sole.
La gigantesca figura troneggiava, impetuosa, dominando la scena, immobile e silenziosa, affacciata a quella terrazza che dava sul mare.
D'un tratto una luce accecante fece scomparire tutto ciò che prima era illuminato dal rossore del sole sospeso sul mare: sparì il mare con le sue onde, sparì anche il cielo, infuocato e pieno di stelle che pulsavano nell'attesa d'apparire piene del loro splendore. Anche il vento si placò.
Quella luce accecante rivelò la figura in tutta la sua forma.
All'improvviso apparve molto più piccolo di quanto sembrasse con lo sfondo del cielo infuocato. Era in alto, lassù su un'impalcatura fatta di tubi metallici.
"Smontate pure lo schermo, così credo che possa andare. Riprendiamo le prove domani. Grazie a tutti e buona notte." - scese dall'impalcatura e si diresse verso l'uscita del teatro, dando un leggero tocco ai capelli che, dolcemente, ricaddero sulle spalle coperte dal mantello nero.