C'era una volta una montagna, si' una grande montagna, con un piccolo buco. Qualcuno pensera' ad una caverna ma senz'altro esagera perche' era proprio un buco.
In questo buco viveva un piccolo uomo, molto piccolo. Egli trascorreva le sue giornate scrivendo i suoi pensieri su di un diario. Li' sopra scriveva del mondo, dei suoi abitanti e, a volte, anche di questa sua piccola casa nella montagna.
Un giorno, mentre scriveva i suoi pensieri solitari sul diario, qualcuno busso' alla porta. Impaurito si getto' a terra: lui, cosi' solitario non era abituato a ricevere visite e comincio' a tremare per l'emozione. Passato qualche secondo d'esitazione trovo' il coraggio e apri' la porta (sempre che la si possa definire una porta).
Davanti a lui si trovava il solito paesaggio e, quindi, dedusse che il misterioso visitatore se ne fosse andato, ma proprio mentre stava per chiudere la porta noto', con la coda dell'occhio, qualcosa poggiato per terra.
Era un paio di scarpe da tennis e, guardandosi intorno furtivo, le prese e se le porto' all'interno. Rimase pensieroso, indeciso sul da farsi ma poi, visto che parevano della sua misura, decise di calzarle. Si guardo' i piedi: erano veramente bellissime, delle bellissime scarpe da tennis.
Decise di provare un passo verso la porta ma, come si mosse, venne scaraventato fuori ad una velocita' spaventosa. Volo' per qualche minuto a circa dieci metri da terra finche', d'un tratto, atterro', non molto dolcemente, in un grande prato.
Col cuore in gola per lo spavento si guardo' intorno e vide erba e fiori a destra, a sinistra e pure davanti e di dietro. Non c'era nessuno, il sole era a picco sopra la sua testa e il caldo era insopportabile.
Una farfalla volo' vicino a lui e gli si poso' su di una scarpa. "Ciao, piccolo uomo." - disse la bellissima farfalla.
Questi si alzo' terrorizzato e si guardo' intorno nervosamente. "Stai tranquillo, non avere paura, sono solo una piccola farfalla, non posso farti del male.".
"Chi... Chi sa... saresti?" - balbetto' il piccolo uomo.
"Siediti che ti devo dire una cosa.".
L'uomo si sedette ed ascolto'. "Prima di tutto, muoviti lentamente perche' le scarpe che hai ai piedi non sono scarpe normali sono, diciamo cosi', un po' veloci, probabilmente te ne sarai gia' accorto.".
"Beh, effettivamente..." - l'omino sorrise ripensando al volo di qualche minuto prima.
"Dunque... Queste scarpe sono scarpe magiche, create per permettere di raggiungere un posto, nel mondo, che sia il posto dei nostri sogni. Queste scarpe ti permetteranno di andare dove vorrai: nel posto che per te e' il posto piu' bello del mondo.".
Il piccolo uomo pareva perplesso, si gratto' il mento e sospiro'. "Pensa, piccolo uomo: isole dei mari del sud, citta' meravigliose con donne incantevoli... Dovunque tu voglia andare, ma attenzione, questo e' un viaggio unico. Una volta espresso il tuo desiderio potrai raggiungere immediatamente questo posto meraviglioso, ma poi... PUFF... Le scarpe svaniranno e quindi non potrai scegliere un'altra volta. Scegli bene, mi raccomando, pensaci.".
Il piccolo uomo si concentro' qualche secondo e poi sorrise, il suo sguardo era eccitato: "Ecco fatto!" - esclamo' strofinandosi le mani - "Ho fatto la mia scelta. Grazie. Ora vado.".
Si alzo' e mise le braccia conserte, poi esclamo' a gran voce: "Via, nel posto piu' bello del mondo.".
In un batter d'occhio il piccolo uomo venne proiettato nel luogo da lui desiderato. Si trovo' seduto a terra, si alzo' e vide che le scarpe da tennis stavano lentamente scomparendo. Alzo' gli occhi al cielo e sospiro':
"E' fatta, ci sono.".
Si volse e varco la soglia del buco, il suo piccolo buco in quella grande montagna dove giaceva ancora per terra il suo diario. Il posto piu' bello del mondo: la sua casa.