POESIE



Sommario

Vorrei (1987)
Memorie d'estate (1990)
Parole (1990)
Ricordati di me (1989)
Senza pieta' (1991)
Rivediamoci ancora (1992)
Lettera a mio figlio (1996)



VORREI

Vorrei vestirti di sola luce
ed ammirarti da lontano
per guardare tutto il mondo
in una parte di te.
Vorrei toccarti,
con dolcezza
per scoprire che non sei vento
e come un sogno all'alba te ne vai.
Vorrei baciarti,
con la tenerezza di un bambino
per sentire la tua vita
trapassarmi lentamente.
Vorrei nasconderti,
tra le mie parole,
scritte magari di fretta
ma col cuore di tante speranze.
Vorrei incontrarti di notte,
fra i sogni soffusi d'inverno
nel caldo tepore di un sonno
e accarezzarti,
baciarti,
finché non fa giorno.
Vorrei tenerti la mano,
per sentirla pulsare
magari d'amore
o di rabbia.
Vorrei sentirti parlare
con l'entusiasmo di un fiore
a primavera,
che rinasce d'incanto.
Vorrei amarti,
vorrei parlarti,
vorrei legarti
al mio respiro.
Vorrei darti la mia vita,
per quel poco che può dare.
Vorrei...
Vorrei...
Ma io ho te...
... cosa posso volere ancora?

16/1/87
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MEMORIE D'ESTATE

Sottile respiro,
filo leggero
tra i nascenti
raggi di sole.
Incantato
mondo di fiaba,
incauto passo
nell'oasi dei ricordi.
Ogn'ora
segna un po' 
di nostalgia,
di sapori
ormai perduti,
di strilli
nei cortili.
L'estate 
è ormai alle porte
sentita
come allora,
ma è il
modo in cui
svanisce
che non lascia
in bocca
nulla dei
sapori
un tempo amati.
E' questo
che spaventa
ogni passo,
pensando che
sia falso.
E' questo
che t'incanta
ogni volta,
sapendo che
sei inerme.

19/03/90
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PAROLE

Parole,
sussurri del cuore
o liberi
versi
che volan nel cielo.

20/04/90
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RICORDATI DI ME

Ricordati di me,
di quando
il Sole
spruzza d'oro
i campi,
di quando 
l'acqua
disseta ancora
il mondo.
Ricordati di me,
di quando
i miei occhi
brillano di gioia,
specchio negli occhi tuoi,
di quando
ogni giorno
è un giorno nuovo
e non vorrebbe mai morire.
Ricordati di me,
quando il Sole tramonterà,
quando l'acqua si ritrarrà,
sorgente,
ma non ricordarmi
con gli occhi miei
spenti e
senza la luce
degli occhi tuoi.
Quando i tuoi giorni
saranno
quei giorni che
non cominciano mai,
che spaccan l'anima e
il cuore,
fra silenzi e
profumi lontani,
ricordati di me,
di come 
il nostro amore
illuminasse a giorno
la notte e
non lasciarmi
sparire nel vuoto,
ti prego,
ricordati di me.

12/10/89
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SENZA PIETA'

Eccola che arriva,
lenta,
inesorabile.
Senza pietà
ci attacca
alle spalle
e fa il vuoto
attorno a sé.
E' un lento
rintocco,
silenziosa neve
che si posa
tra i capelli.
E' un grido
nella notte,
fredda
e senza luna.
E' un respiro
affannato che
t'angoscia e
s'impadronisce
della tua serenità.
Cosparge di
cenere
il capo
di chi resta.
Ti lascia
incredulo,
con l'angoscia
dentro al cuore.
Nei ricordi
resta intatta
la sua immagine felice
dei bei giorni
in allegria,
ma nell'aria
resta forte,
troppo forte,
l'opprimente
senso d'impotenza
che ci lega
alla vita.
Quanti giorni
senti sfuggirti
tra le dita
e non riesci
a fermarli,
non riesci
a tenerli per te,
se ne vanno
e ti svuotano dentro.
Un'immagine:
due bambini
felici
che giocano
a fare i grandi.
Dopo tanti anni
eccoli qui,
son divenuti grandi
e vorrebbero tornare
ad esser quei bambini,
ma oggi ne han paura
perché non hanno più
quella mano,
che allora li guidava
in quel meraviglioso,
fantastico gioco.

11/03/91
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RIVEDIAMOCI ANCORA (a Giampiero)

Un lieve sussurro,
un vento lontano
ritorna ad un anno
quel triste lamento.
L'angoscia e l'addio
fan velo opprimente
e ancora par strano,
ma lui, proprio lui?
Un giorno diremo
"Chi l'avrebbe mai detto."
E qualcuno dirà
"Ma la vita continua."
Tante frasi
un po' vere,
certe un po' esagerate,
ma nel cuore c'è ancora
quella voce che è spenta,
quel sorriso finito,
quella mano che è chiusa
in un pugno
per gridare
la rabbia, il dolore
che ha spento la vita.
Oggi ancora si sente
aleggiare nel vento
il lamento e il sospiro
che han chiuso nel tempo
tante lacrime e un sogno:
rivediamoci ancora.

27/01/92 - 09/04/92
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LETTERA A MIO FIGLIO

I.
O Tu, mio piccolo cuore,
se avrai tempo,
chissà,
forse un giorno,
leggerai queste righe per te.
Ho nel cuore migliaia di cose
che sento, che ho dentro da dire.

E io sogno, 
camminiamo per strada,
ci teniamo per mano
e c'è musica in fondo, nel viale
ed è musica dolce, che viene da dentro.
E' da un po' che respiro quest'aria
che sa tanto di me, di quand'ero bambino
di quando ero te.
Tu mi guardi con gli occhi assonnati;
non sai, non riesci a sentire
che coi fiati sussurra il mio cuore,
con le corde di viola ti tendo la mano,
non senti quel dolce sapore nell'aria
e c'è il vento che dà un alibi 
ai miei lontani occhi appannati, 
e i sospiri si fan densi nel freddo mattino:
mi guardi un po' triste e mi chiedi se son arrabbiato.

O Tu, mio piccolo cuore
Tu non sai cos'è il vuoto
che s'invola nel cuore la notte.

Tu ti chiedi impaurito
se qualcosa va storto lì fuori
mentre qui, 
dentro, 
c'è il buio, il silenzio.

Grazie al cielo ti stringo la mano
e sento il tuo mondo entrare nel mio,
e c'è luce nel bosco incantato
dove maghi e folletti ti reggono il cuore.

Tu mi guardi negli occhi e sorridi,
par quasi che ascolti ciò che arriva da dentro.

Quando invece son solo
conto i giorni all'indietro e ne faccio colore
e sospiro nel sonno
dei giorni passati nel buio.
Io che, in fondo,
sono un cuore contento,
non fuggo dal dolce rollìo
dal lasciarmi portare un po' via
dalla marea dei ricordi,
dalle onde dei giorni felici,
dalle tempeste dei giorni sbagliati.
Io guardo indietro, sempre,
consapevole dei mille sobbalzi
che il mio cuore dovrà sopportare
per superare le anse nascoste dei tanti ricordi.

A volte adoro
il camminare lento nella sera
col fiato sospeso nel vuoto,
e le dolci melodie
che accompagnano
- fantastiche compagne -
i miei passi incontro all'imbrunire.

Certe notti
si gonfian di sonno 
e la musica se ne va
e m'immergo nel caldo tepore
e mi cullo di cari pensieri, di gente lontana,
momenti passati.

E il tuo respiro, 
sempre lì, 
una certezza,
come un'ancora mi salva dal naufragio,

e passano le ore, lente, inesorabili.

Poi la musica ritorna, mi scioglie il cuore,
mi tornano i contorni un po' sfumati
dei canti in allegria, dei mille ruzzoloni,
del sole e della strada.

Ogni volta che sento quelle voci,
che vedo quei colori,
vorrei tanto che anche tu,
piccolo cuore mio,
trovassi nel tuo mondo
quel che ho scoperto io,
con le stesse voci, gli stessi colori, gli stessi profumi,
vorrei tanto che quel mondo
fosse sempre con te.

Ma in fondo è sogno vano,
vivrai per la tua strada, 
con le sue promesse ed ogni suo respiro.
Avrai come compagni i tuoi colori, i tuoi profumi
e niente mai di ciò che è stato
potrà mai scalfire i passi tuoi.


II.
Passate son le feste
e i giorni d'allegria.
E tu m'insegni ormai ogni volta
la belleza della gioia,
l'aria dolce della tua semplicità.
Quanti sogni ormai avverati
fanno stanca la speranza,
si rincorrono delusi 
in vortici, a spirale, verso il centro della noia.

Fanno il vuoto i suoni antichi
luci e canti in lontananza,
si disperdon nella pioggia

MAI LA NEVE

con i vetri un po' appannati
dei discorsi d'ogni anno.

O Tu, mio piccolo cuore,
splendi come il sole all'orizzonte,
fai fiorir nei nostri cuori
bucaneve e primule d'incanto,
tra la pioggia e il vento,
tra le gelate d'inverno.

Quanta dolcezza nel tuo sorriso,
nei tuoi occhi colmi di gioia,
nelle tue piccole, grandi parole.
Quanto amore nelle tue mani
quando mi abbracci, mi sfiori, mi tormenti.

O Tu, mio piccolo cuore,
col tuo correr per casa,
le tue grida e le storie
che pervadono i muri e le luci soffuse,
fa' che in fondo sia sempre Natale,
nei nostri cuori, nelle nostre speranze,
così che si possa capire
che qualcuno non sente la festa,
che ha bisogno d'aiuto,
e non solo per un giorno dell'anno,
ma per tutti i minuti del mondo.


III.
Ormai sto per chiudere i fogli
di questo mio dirti l'amore,
i miei sogni e i pensieri per te.

O Tu, mio piccolo cuore,

iniziava così, e così voglio chiuder le righe.
Voglio scriverti l'ultimo sogno,
che ho sognato una notte d'inverno,
mentre il freddo batteva sui vetri
e il silenzio cullava il tuo sonno.
Ho sognato i tuoi gesti d'amore,
la tua voce, le parole da grande.
Ho sognato tua madre vicino,
consolava i miei giorni isolati.

O Tu, mio piccolo cuore
ti sento così lontano nel sogno,
stai crescendo in un batter di ciglia
e ci lasci a guardarci negli occhi
come non si faceva da anni.
O Tu, mio piccolo cuore,
ogni tuo gesto,
ogni tua parola
vorrei tanto conoscerli già
quando avrai
il tuo amore da offrire
e le mie mani non stringerai più.

Or che scrivo
sei solo un germoglio
e la radice è vicina al tuo cuore.
Ma spero che un giorno,
Tu, quercia imponente,
porga i rami più bassi
alla terra
e ritorni la linfa vitale
a dar vita alle curve radici
ché sia vita, per sempre.

Le carezze,
i tuoi abbracci e i tuoi occhi
saran dentro di me
e con me
viaggeranno per sempre,
fino a quando,
mio piccolo cuore,
torneranno per l'ultima volta
ed allora saranno un tesoro,
l'unico oro e diamante
che il mio cuore da sempre conosca.

dicembre 1995
gennaio 1996

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