LO STILE



Lavorare stanca, quindi, prima opera pavesiana?

Pavese stesso ha cercato di dare al suo operato un ordine cronologico, in cui, oltre alle tappe stesse, indicava chiaramente i vari passaggi stilistici e tecnici, attraverso i quali è maturata la sua evoluzione poetica:

Lavorare stanca			- 1930 - 1933 - 1936
				- 1938 - 1940	  	Parola e sensazioni
Carcere - Paesi tuoi		- 1938 - 1939
Bella estate - Spiaggia		- 1940/41	 	naturalismo
Feria d'agosto			- 1941 - 1942 		poesia in prosa e 
				- 1943 - 1944	 	consapevolezza dei miti
La terra e la morte		- 1945			gli estremi:
I Dialoghi con Leucò		- 1945		 	naturalismo e simbolo
Il  Compagno			- 1946			staccati
La casa in collina		- 1947 - 1948		
Il diavolo sulle colline	- 1948			
Tra donne sole			- 1949		 	Realtà simbolica
La luna e i falò		- 1949			

Questo quadro rende l'idea di come Pavese, ad un anno dalla sua morte, vedesse ed inquadrasse quello che aveva fatto. In questo disegno cronologico, tracciato da Pavese stesso, c'è però una lacuna: infatti ha escluso una parte degli scritti giovanili, che invece acquistano oggi, un'importanza di gran lunga superiore a quella che lo stesso autore gli attribuiva. E' vero che Pavese prende le mosse dal 1930 e mostra quindi di vedere in Lavorare stanca la prima opera meritevole di considerazione; spesso però gli autori non sono i migliori critici di sé stessi o non lo sono in egual misura lungo tutto l'arco della loro produzione letteraria. Il giudizio autocritico di Pavese è stato troppo severo. Escludere i racconti giovanili, tra cui l'importantissimo Ciau Masino, - come introduzione a tutto lo stile pavesiano - è un grave errore. Ciau Masino è un blocco di racconti che costituisce, nel suo insieme, quasi un romanzo e acquista molta importanza nell'opera di Pavese per due ragioni fondamentali: la prima è che in questi racconti si trovano già accennati quasi tutti i temi che saranno svolti in seguito da Pavese; in secondo luogo troviamo già posti i problemi di linguaggio che poi saranno fondamentali nell'opera pavesiana. Il linguaggio di Ciau Masino appare come una lingua nuova, diversa sia rispetto alla lingua italiana, sia, soprattutto, al linguaggio letterario di quegli anni. Il linguaggio letterario italiano era teso verso una dimensione neo classicheggiante, mirava al bello scrivere, che non sempre significa uno scrivere appropriato, come diceva Leopardi, raggiungendo risultati stilistici tutt'altro che indifferenti. Ciau Masino ha come sfondo la Torino degli anni trenta, che corrisponde all'unico mondo che Pavese abbia veramente conosciuto, oltre a quello delle Langhe (la sua giovinezza è infatti trascorsa tra Torino e le Langhe). Non dimentichiamo che a Torino c'è stata nel '21 l'occupazione delle fabbriche; che a Torino l'antifascismo era molto sentito proprio per l'estrazione operaia e proletaria della maggior parte della popolazione e che i germi antifascisti erano anche molto diffusi negli strati borghesi/medio-borghesi. Questo clima particolare incide in modo determinante e decisivo sulla formazione di Pavese. Torino è vista come una città miticamente tentacolare, che le fabbriche e le ciminiere rendono così diversa da Milano, da Roma, da Firenze; una città in cui era ancora possibile pensare ad un concetto di vita libera e di campagna proprio perché, appena fuori città, la campagna contrastava decisamente con l'immagine industriale della metropoli. Tutto ciò stimolava nel giovane Pavese una serie di suggestioni che sono poi penetrate nella sua opera. Torino era a parte, isolata; infatti le prime incerte lettere che Pavese indirizzava al di fuori del suo centro torinese sono intimidite e risentono del complesso d'inferiorità che spesso i piemontesi hanno, perché si sentono un po' stranieri in patria e imparano la lingua italiana come una lingua straniera. Così Pavese, possiamo veramente dirlo, ha imparato la lingua italiana come una lingua straniera; l'ha sempre considerata quasi come una lingua di un altro paese e, proprio per questo, il suo lavoro di stile e di linguaggio risulta così interessante. A quell'epoca la letteratura che dominava era quella francese; mettersi a contatto con essa sarebbe stata per lui la soluzione più tranquilla e più semplice. Invece, Pavese scopre l'America, anticipando un orientamento letterario che si sarebbe affermato poi. Egli vedeva nell'America la possibilità di realizzare quei concetti di libertà intellettuale pratica che nella provincia italiana e nella letteratura italiana stentava ad individuare. Ecco perché Pavese giovane è importante, significativo; in quanto lontano dal modo di concepire la letteratura, a quel tempo. Quindi, ecco perché Ciau Masino diventa un punto di riferimento importante: perché le storie parallele dell'intellettuale Masino e dell'operaio Masin, riflettono tutta questa situazione.