Cesare Pavese
Cesare Pavese nacque a S.Stefano Belbo nel 1908 da una famiglia di origine contadina trasferitasi poi a Torino. Fu proprio a Torino che Cesare, adolescente, frequentò il liceo, subendo particolarmente l'influenza di Augusto Monti, scrittore antifascista, suo professore. Conseguita la laurea in lettere si dedicò all'insegnamento.
Einaudi
Questo per qualche tempo; nel 1933 infatti, iniziò la sua attività presso la casa editrice Einaudi, di cui sarebbe poi diventato uno dei principali collaboratori ed animatori. Nel frattempo aveva collaborato alla rivista Cultura, soppressa poi dal governo fascista nel '35, e si era dedicato con successo alla traduzione di romanzi americani.
Il Confino
Sempre nel '35, pur non appartenendo al movimento antifascista, fu condannato a tre anni di confino a Brancaleone calabro a causa di alcune corrispondenze di nuclei antifascisti recapitate presso di lui. In seguito ad un condono, peraltro ripetutamente richiesto sia da Pavese stesso che dalla sorella direttamente a Mussolini, l'anno successivo poté tornare a Torino.
La fuga dal conflitto
Nel '43, per sfuggire alla guerra, si rifugiò nel Monferrato e dopo la liberazione si iscrisse al Partito comunista. Questo fu il periodo più fecondo nell'ambito letterario; ebbe i primi consensi sia di critica, sia di pubblico.
Il premio Strega
Nel '50 conseguì il premio Strega con il volume 'La bella estate'.
Il suicidio
Qualche tempo dopo, esattamente il 27 Agosto, morì suicida in una camera d'albergo, l'hôtel Roma, a due passi dalla stazione di Porta nuova a Torino.