DADA9 - POESIE

"L.DAY.3"

by Paolo Maurizio Bottigelli


Indice

SCENDENDO A PIEDI IN UN TRANQUILLO POMERIGGIO ..LA CARTA BRUCIAVA ED ERANO IN BALLO UN SACCO DI COSE... UN ESULE DAL SE STESSO NELLA CAMERA DELLO ZAR FARE SPAZIO, PREPARARE LUOGHI DI RACCOLTA IL PITTORE S'INDUGIA IN QUESTO SUO MONDO SUL MONDO DELLE COSE OLTRE LE COSE BAR COLOR PORPORA MAGELLANO IL SUO CORPO COME LUOGO CORUS LA MALATTIA VERSO LA VORAGINE COLLERICA, L'ESTATE CALA SULLA TERRA LA PRIMA PARTE DEL RITO HA TERMINE TERAPIA, IN QUESTO SPAZIO DIABOLICO TERAPIA, IN QUESTO SPAZIO DIABOLICO 2 TERZO MILLENNIO CIELI SENZA CORPI IL SOLE PARE FREDDO,I FIORI APPASSITI IL SOLE PARE FREDDO, I FIORI APPASSITI, MA SENZA ALCUN MOTIVO NELLE CAMERE DEGLI UOMINI INSONNI, DELLE DONNE INSONNI NUDO SUL LETTO DURO NON SARA' PER CASO UNA VASCA DA BAGNO? DAL VERO, IL PANE PROBABILMENTE, E' NERO VA A GETTARE I RIFIUTI NELL'IMMONDEZZAIO L'UCCISIONE DEL PORCO E' SOPRATTUTTO UNA FESTA

SCENDENDO A PIEDI IN UN TRANQUILLO POMERIGGIO

con quel viso fatuo fanno irruzione senza neppure la gioiosa liturgia con la carne come una specie di corpo, inamissibile e guasto.... un pettirosso circondato dai raggi dorati nascosto nel cuore rompe la voce dentro al coro .................................. con occhi chiusi si sappia ascoltare cio' che le profezie celebrano........ Torna a Indice

..LA CARTA BRUCIAVA ED ERANO IN BALLO UN SACCO DI COSE.....

sul fuoco bianco la mano, e le sue labbra un soffio nel giorno ( la paura ) terra in cui i volti scorrono sempre su quel fondo azzurro ......gia' un altro mondo come se le rovine di "quel" passato fossero partorite iscritte nella parete d'acqua Torna a Indice

UN ESULE DAL SE STESSO NELLA CAMERA DELLO ZAR

ricordo la mano nel miele e un avanzo di bosco nascosto dietro alla casa poi, le armi troppo rauche, troppo rapide per la felicita' dei sensi Ulisse nudo furbo con il cazzo pieno di pus, e' sottoterra morto ma anche con l'idea di tempo verso quest'epoca che pencola sul fianco. Tra i massacri sensuali, i lauri tremano intorno a Virgilio anima come uccello delle indie liberera' il corpo senza morte..... Torna a Indice

FARE SPAZIO, PREPARARE LUOGHI DI RACCOLTA

ora l'occhio aperto che scopra la radura, abbandoni l'arcaico riflesso scuro quello nascosto, quello che ci sporca sulla pietra acuta, il sangue come in un cratere di vino nuovo se ne vola via napalm piu' demode' del rossetto colante nella corrente degli astri in quel corpo che si allunga sul muro Torna a Indice

IL PITTORE S'INDUGIA IN QUESTO SUO MONDO

Sandy, piedi da tartaruga quindici anni, spiaggia inverno con la lingua nelle pieghe delle labbra dal cuore sulle mie labbra il fiore bianco di latte falce di luna, tu senti questa eco? lama di rasoio che corre da un mare all'altro.. il sonno adesso all'esterno della pelle Torna a Indice

SUL MONDO DELLE COSE OLTRE LE COSE

il fuoco salta e lecca il cielo il cuore, veleno piu' terribile del nulla i pesci rossi possono amare un fantasma? Dio nella tua gola Lui manda per aprire vie nelle sfere della follia la malattia dicono e' il battito dell'aorta morva nelle fosse nasali il grano di polvere , un rifugio d'estate. Torna a Indice

BAR COLOR PORPORA

quel fucile incipriato trama fili rosa in mezzo alle dorature episcopali gli sguardi barocchi spinti nel tempo scoprono gli spettri indignati dell'eta' adulta Londra, li' alla fine del viaggio j lennon legato per le braccia allampanato, amato fino ai denti... Torna a Indice

MAGELLANO IL SUO CORPO COME LUOGO

si sparsero i suoi occhi quando un mulo caricato d'oro testa di Zeus cinta d'allor raccontava il mattino dispari con i fianchi rugosi muovendosi nel vento Torna a Indice

CORUS

i serpenti profetici vanno nell'arcobaleno di smeraldo sanguinanti delle mestruazioni Torna a Indice

LA MALATTIA VERSO LA VORAGINE

i fenicotteri rosa poi una casa abbandonata su di un treno e il mondo urlava quando un revolver gli veniva scaricato nella ferita Torna a Indice

COLLERICA, L'ESTATE CALA SULLA TERRA

e le sue guance a volte una luce di sole oh allora c'e' da morirne e le sue guance a volte una luce di sole lascia cadere il serpente mucoso sulla calce sfaldata Torna a Indice

LA PRIMA PARTE DEL RITO HA TERMINE

il mattino con silenzio opaco fa fiele nel sangue inghiotte lavoratori in un cerchio di fuoco ondulanti al capezzale di Cristo Torna a Indice

TERAPIA, IN QUESTO SPAZIO DIABOLICO

Adamo mangio' il frutto in piedi davanti alla donna dopo e' andato ad aspettare il cane con le gambe penzoloni nel vuoto il cane nero in cerca di polvere e di sabbia Torna a Indice

TERAPIA, IN QUESTO SPAZIO DIABOLICO 2

Offrendo una finzione guardavo l'acqua piena di lastre di vetro troppe cose con molta durezza e infine durando a lungo il cerchio del mio amore con lo stesso volto sono rimasto sepolto chissa' dove Torna a Indice

TERZO MILLENNIO

passano i treni sfilandosi in silenzio dalla nebbia con la schiena contro il cielo diventano giganteschi si attacano alla terra come ad una calamita passano all'orizzonte ora silenziosi ora rumorosi in cerca di vele bianche o di un tramonto o di una eclissi violacea quasi continuassero a raccontare una vecchia storia Torna a Indice

CIELI SENZA CORPI

si trascinano a rovescio nel tempo profondo ecco cade una stella a obbligare il viso ad aprirsi senza che l'albero nasconda la foresta nella foresta.... Torna a Indice

IL SOLE PARE FREDDO,I FIORI APPASSITI

un semplice riflesso della persiana poi e' la distesa di sempre sul fondo di un acquario a lungo il punto sacro aveva accolto il suo martirio un cespuglio di rovi avrebbe accolto il suo corpo lasciandolo maturare all'aria aperta al colore bianco del neon ecco la bomba come una sciarpa di nebbia nel seno della terra Torna a Indice

IL SOLE PARE FREDDO, I FIORI APPASSITI, MA SENZA ALCUN MOTIVO

il sole alla fine sanguina in bianco il suo occhio nei regni delle sabbie scompone la fede non riuscendo a vedersi semplice stella quando la giovinezza morira' nel suo ricordare comincera' a piegare le ginocchia per mancanza di eternita' sbiancate le radici lampeggiano nel tramonto Torna a Indice

NELLE CAMERE DEGLI UOMINI INSONNI, DELLE DONNE INSONNI

lei sara' fucilato! gli ho ripetuto, lei sara' fucilato muoia tranquillamente mostrando il petto al plotone io dico e' soltanto il silenzio a rimbalzare sulla pietra lui ha gridato come fosse una ragazza che offre la sua verginita' Torna a Indice

NUDO SUL LETTO DURO

riposa il grappolo sulle foglie fulve e le tue labbra rosa dimenticate su quell'argine lungo il cielo il vecchio troppo stanco per proteggersi dalle frustate si accorse che nel suo pregare diventava pietra raccogli il fuoco nella ferita, la sera, tra fiori di perle s'incolla ancora di piu' sulla pelle il mare cazzo balordo a contare i vortici della tua corsa poi l'occhio carico di odio ti parla sotto le nuvole di eroi sul loro bordo merdoso cosi' fedeli e taglienti Torna a Indice

NON SARA' PER CASO UNA VASCA DA BAGNO?

ruvida nera l'ora del giorno preme contro alla pioggia il tempo ancora incastrato nella pietra bianca il sole avra' gli anni di quando sorridevamo tra le ciglia senza rumore il vento soffia sul mio corpo quelle nuvole colorate e il sonno color carbone la' nascosto nelle polveri del deserto' Torna a Indice

DAL VERO, IL PANE PROBABILMENTE, E' NERO

il filo della falce ha ragione di dire che infine non basta un eroe secco sniffato poi comico sul rogo dei fiammiferi Torna a Indice

VA A GETTARE I RIFIUTI NELL'IMMONDEZZAIO

ecco la cellula che scoppia prima che la luce divina lecchi il nudo cervello..... Torna a Indice

L'UCCISIONE DEL PORCO E' SOPRATTUTTO UNA FESTA

nascosti nel labirinto vermoso morti senza nessuno al capezzale morti nell'apocalisse cercando un pensiero attraverso i secoli nel boccale la bruciatura del giorno avido si' lei bussa, si' lei si stende grida, radente al liquido " puoi uscire dalla scatola ossea" il corpo se volete e' una landa devastata rubate, rubate le balene e' cattivo il tempo e l'uomo e' una malattia Torna a Indice