DADA8 - POESIE
"POESIE"
by Andrea Barbieri
Tracce di vite mai vissute svaniscono di fronte a me,
Evanescenti stelle nella notte della vita ...
Nuove malattie uccidono il passato
E spezzano mondi come onde sulla sabbia ...
Brividi come fuoco
Ridestano l'inconscio, colmo di arcana bramosia ...
E, selvaggia, rifiorisce l'orchidea della notte, ancora una volta ...
Sospesa, nel magico mondo del divenire,
Ombra onirica sull'arcobaleno dei sogni,
Risplende di luce fra i colori del buio,
Rosseggia scarlatta al tepore dell'alba ...
Ipocrisie immortali ne incoronano l'aurea,
Desideri dormienti volteggiano, adulatori, ai suoi piedi
E lacrime di lutti lontani piovono sulle sue spalle ...
Nuove speranze risvegliano il presente e creano il futuro,
Talismano magico che vince le paure ...
Inizia, ancora, il volteggiare spumoso delle onde ...
Idee e sostanze s'intrecciano,
sensazioni e riflessioni inghiottono paure di sconfitta,
illusioni di felicita' abbracciano
ipocrite speranze di salvezza ...
Fuoco di razionalita' sull'uomo,
stragi di parole senza senso sul suo piacere
e mortali lance sulla sua malvagita' ...
Sulla sabbia
disegni veloci di limiti conoscitivi,
in balia della spuma marina
e del passato irrazionalmente cupo ...
Corpi fisici danzano in noi,
immateriali dipinti di irrealta' nella nostra mente,
specchi infedeli di ipocrite verita' ...
E divinita' inaccessibili
sorridono sopra i nostri pensieri,
tra bramosie di potere
e preghiere di salvezza ...
Sono qui,
e pioggia di fuoco tintinna dentro me ...
Sono qui,
e fragranze orientali s'impadroniscono del mio corpo ...
Sono qui,
tra il fumo della sapienza e i vortici effimeri dell'ignoto ...
Sono qui,
dove spazio e tempo spariscono nell'oblio,
dove lacrime d'ingenuita' piovono, inafferrabili ...
E sono qui,
a contemplarti, o dio dell'immortale creazione,
a chiedermi cosa sei,
a guardare i tuoi occhi di stelle,
gridando senza voce nel silenzio ...
Sono qui,
e pensieri di bramosa onnipotenza
corrono impazziti nel baratro della realta',
mortali,
come l'impulso della vita ...
Piu' nulla,
non sei piu' nulla per me,
ora non sei che il bagliore di un sogno
che vola via sulle ali stregate dell'ipocrisia ...
Sei solo una belva che mi odia,
un serpente maledetto che trasuda sangue,
ballando maligno sui miei desideri,
nutrendomi delle piu' dolci illusioni
e avvelenandomi con le piu' affilate parole ...
Ma ora sei finita,
e' crollato il tuo idolo di pietra e di speranza
che dimorava nel sacro tempio della mia anima ...
Hanno visto la luce i miei occhi,
si sono destati dal baratro dell'oblio,
parto delirante dell'amore senza limiti ...
Quale destino, quale futuro, quali fili ?
Perche' polvere su polvere soffoca il mio cuore ?
Dove sta la Verita', dove porta la Via ?
Al sole morente o al nulla che dissolve,
alla luna senza tempo o al mare delle solitudini ?
Saro' solo con le mie domande ancora per quanto ?
Saro' solo quando calera' ancora la notte senza stelle ?
E quel giorno, ridera' il demone senza occhi nel buio ?
Quel giorno, dove scappera' la mia anima,
dove saranno queste parole,
e dove moriranno i miei sogni ?
Mi schiaccia il peso dei miei pensieri,
e la luna tramontera' sulle ali dei gabbiani
senza che una risposta spumeggi tra le onde ...
E forse cosi' moriro',
SOLO,
tra le ali oscure della notte
e le ombre infuocate dell'alba ...
Cosi' ogni cosa finira',
Calera' pesante il sipario delle nuvole,
e il cielo piangera' ...
... di nuovo ...
Ho tanta rabbia dentro me,
tu nemmeno puoi concepirla ...
Ho tanto dolore dentro me,
tu nemmeno puoi sfiorarlo con il tuo pensiero ...
Ho tanto fuoco nel mio io,
tu nemmeno lo vedi nella notte senza stelle ...
Forza, continua ad urlare,
continua la tua condanna a questa vita,
continua a vivere nel terrore di schiavo,
ma mai,
mai,
vedrai dentro i miei occhi,
mai scorgerai il fulmine della verita',
mai brillera' per te la luce della Vita,
mentre tutto intorno a te,
tutto dentro te
e' tenebre e pioggia senza luce ...
Come vorrei sognare ancora,
come vorrei poter sperare ancora,
sperare in un alba, lontana,
mille lune prima di questa ...
Come vorrei maledire quella notte,
come vorrei non avere piu' lacrime,
come vorrei bruciare i fogli dei miei ricordi,
e scappare, scappare lontano
da questo mare di falsita' e di solitudine ...
Come vorrei svegliarmi da questo incubo,
come vorrei strappare la strada del mio futuro,
e cancellare il tuo dipinto nei miei occhi ...
Come vorrei ...
Come vorrei ...
Tante voci mi parlano di te,
ma nessuna risposta si specchia nei miei occhi ...
Vorrei tanto che crollasse il tuo tempio
che ancora arde senza tregua nel mio cuore,
vorrei tanto non vedere piu'
i riflessi stellati dei miei errori
sul tuo viso e nella luce dei tuoi occhi ...
Ma e' cosi' difficile morire
e rinascere senza passato,
e' cosi' duro camminare nel buio dell'ignoto
senza stringere le tue dita ...
Forse, un giorno,
crollera' la tua idea,
crollera' in mille pezzi il nostro futuro, insieme,
e il miracolo della purificazione
bacera' la mia fronte di uomo mortale,
per poter avere ancora risposte
e poter di nuovo credere ...
Ma giu',
nel piu' profondo del mio io
e nel buio dei miei sogni,
brillera' sempre la luce di un sorriso
e il ricordo di un amore senza tempo ...
Tintinnano ancora le ali della farfalla
E dentro di esse, la liberta' ...
Magico, questo vento soffia nei miei occhi,
Portando nel suo grembo
Eterne lacrime di solitudine ...
Sogni lontanissimi
Trasfigurano speranze come sangue,
Amando la fine come la ami tu ...
Sordo, sale al cielo l'urlo del deserto
E il mondo ascolta, senza capire ...
Nessuno ti vede, nessuno sa chi sei ...
Zingaro, selvaggio,
Ama la fine come questa notte ...
Forza !!
Innalza ancora la coppa del sacrificio,
Nessuno ti vedra', nessuno di ascoltera'
E, soli, saremo io e te, nell'alba ...
Scappate,
scappate angeli dalle ali bruciate !!
Scappate,
scappate via nell'alba della nuova vita !!
La gabbia sta per riaprirsi,
le sbarre bruceranno come foglie
e la cupa armata dei miei sogni
cadra' mortale alle porte dell'assedio,
cadra' sulle mura delle lacrime e dei ricordi,
e, morente,
vedra' l'infinito sulle squame del serpente ...
Ma ora scappate,
scappate oltre le cime delle nuvole,
scappate via,
nel sole del futuro
e nelle tenebre dell'ignoto ...
Che tutto possa bruciare nelle fiamme dell'odio,
i miei ricordi, il mio passato,
le inutili speranze e le vane illusioni
e tutte le lacrime dei miei errori ...
Possa bruciare la lealta',
sulle lame dell'orgoglio e della menzogna,
possa bruciare l'amore,
sulle ali infuocate di farfalle e gabbiani ...
Possa bruciare questa vita,
la piu' folle che abbia mai conosciuto,
nelle labbra senza carne del futuro
e nel petalo assassino della storia ...
Possa il sangue del sacrificio mortale
inondare i miei occhi, colmi d'umana pioggia
e tingere di cupo infinito la mia mente,
per distinguere nella notte
le luci dell'odio
e i bagliori dell'ipocrisia ...
Che tutto possa bruciare in queste fiamme,
le mie parole e i miei pensieri,
la conoscenza e l'ignoranza,
la notte e ...
... la Verita' ...
E' tutto cosi' falso,
cosi' serenamente nelle mani del demonio,
in una stretta d'arcana ferocia
che uccide il pensiero e la ragione ...
Tutto questo mare di menzogne,
tutto questo passato d'illusioni,
tutti questi ricordi di dolci ipocrisie,
bruciano il lume mortale,
senza luce e senza fiamma,
solo dolore
e solitudine ...
Sono qui, nella sabbia,
il viaggio,
la discesa,
e' stata lunga,
piacevolmente silenziosa ...
Ma ora,
non arrivano ai miei occhi
i raggi di nessun sole,
solo tenebre e odio ...
Ti credevo diverso,
ti credevo migliore, piu' forte ...
E invece,
eccoti qui, condottiero senza spada,
poeta maledetto della notte,
inutile sangue scorre nelle tue vene
e la sconfitta sempre piu' grande
sta per schiacciarti,
furiosa,
spietata,
cieca delle tue lacrime
e sorda delle tue urla ...
Lei non si fermera',
mai,
solo tu potrai ancora
sacrificarle il dono dei mortali,
per rimandare,
per spingere lontano,
nell'ignoto,
l'ora tremendamente sognata
della fine ...
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