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"MANIFESTO DEL RACCONTO LAMPO"

by Caio Guardigli / Michele Mengoli

Il racconto-lampo e' un genere letterario ben preciso, le cui spiccate qualita' di Leggerezza, Rapidita', Esattezza, Visibilita', Molteplicita', di Calviniana memoria, ne fanno un congegno narrativo ad altissima precisione, basato sulla scrittura per immagini (non descrittiva quindi). Bisogna esprimersi, quindi scrivere, per immagini, dal momento che l'immagine e' la formulazione di pensiero piu' forte che riusciamo ad avere, perche' di tipo "impressivo", cioe' capace di farsi sentire sui nostri sensi, acquistando una violenta concretezza fisica. Bisogna scrivere per immagini perche' e' cosi' che funziona il meccanismo del pensiero. I racconti-lampo sono storie. E sono poesie. E mescolati insieme questi segni e questi suoni, diventano una strana specie di pittura. Insoliti dipinti che utilizzano la tecnica della scrittura per captare un attimo nello scorrere del tempo. Intuizioni, senza inizio e senza fine. Se cosi' e', scrivere diventa una questione di metafore, e le metafore sono una questione di immaginario dato che e' li' che si pescano e si attivano le similitudini; e l'immaginario e' l'essenza dell'uomo, la spina dorsale della sua mente, la dimensione mentale in cui egli vive. È l'immaginario che ci regala lampi improvvisi, pure intuizioni, traiettorie luminose e ramificate che sono tracce della vita stessa: nel recepirla, osservarla e, nei limiti della sua irrazionalita', nel darle un senso. Siamo insomma al centro dell'esistenza. I Racconti lampo si possono leggere come una raccolta di brevi momenti differiti tra loro, oppure come un unico scenario di destini differenti. Idee, fuori dallo spazio e ferme nel tempo, semplicemente da intuire come intuitive sono le metafore che vogliono simboleggiarle per mezzo di questa insolita tecnica di pittura: la scrittura per immagini. Bisognerebbe discuterne molto, perche' leggero e veloce, il racconto-lampo e' in grado di arrivare ovunque e a chiunque, dal momento che e' perfettamente in sintonia con le nostre attuali esigenze percettive e la nostra dimensione spazio-temporale. Autori: Caio Guardigli / Michele Mengoli Scrivi agli autori

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