DADA7 - POESIE
"CANZONE"
by Riccardo Bagnato
Un ricordo dal cuore,
una lettera per posta che non arriva mai: spedita.
Lo sai che fai?
Una bella pisciata nel bosco,
che tutto quel buio,
una bella pisciata sul ponte,
dal ponte,
sui cigni,
sul petto del fiume.
Un morso scontato Ğin questo momento
non siamo in casağ la tristezza
alza la cresta, un gallo a cui hanno mangiato
l'amante.
La stessa ironia che allunga e allaga
il fiume, la goccia che mi fa travasare
fuori Strasburgo, sipario francese:
mentre un bel direttore di coro
il tempo e' lo stesso
ma io non ti bacio da mesi.
Una scena con vista
sulla chiesa, sul fiume, d'un cote' il Cafe' Brandt,
penna, quaderno, vetrina ecc..
una prolunga senza elettricita'
peccato di gioventu' che fa tanto artista.
Forse un giorno, questo Cafe'
mi vedra' occupato
a risplendere di te
che qui reciterai
gl'occhi, quelli di una donna monumentale
e innamorata mi mettono
le lucciole nel cuore,
potrei
e ricomparire nel suo
come un prestigiatore;
allora nemmeno Udini' riuscirebbe.
E` un bene questo
forse morire
in un golfo sotto natale.
Quasi quasi mi distraggo
fino a che una sberla
mi sterzi, mi strazii la faccia. Quasi quasi
mi distruggo, ma prima
mi voglio vedere
come fanno gli attori
come fanno gli attori?
Dribblano gl'applausi questi matador con gli sci ai polsi
tra colonne di vapore
a volte di sigaro padano..dall'altra parte
della felicita'
vanno al mare in pantofole
senza uscire dal letto,
sognando distanti le idee piu' grandi
un vicinissimo universo
patria di stelle ingombranti,
come un re sotto scacco,
con cieli medioevali d'un greco intenso;
sono arcieri
quando qualcuno si mette a zebra
fra loro e -kalaschnikov da notte in punta- 'a luna.
Di lana glaciale questo cappotto d'ottone!
Una lanterna ninfomane si muove come una regina
al centro d'Europa, anche i cavalieri
scappano gli alfieri, vuole il re?
Ancora alcuni passi di danza quotidiana e scivolo
come un'informazione
un incidente mortale. Dimenticavo
gli anni che compi, ma
non c'e' scritto niente in questa citta'
e non sono riuscito a prenderti
appunti:
un boulevard che non e' una scorciatoia
inondati di torri illuminati
sono un lungo bicchiere di whisky
bevuto per coprire il tempo e la regina..
..un architetto ha macellato qui il suo croyon
e' chiaro, progettando il tempo del tuo amore;
per ora basterebbe un qualsiasi
seno, giocondo
su cui versare gl'anni miei
e ubriacarmi d'invidia.
Ma ora vive con un uomo
anche se non ho bisogno di vederlo
per ricordarmi il suo gusto
e dice -siamo-.
Lui era piuttosto un secco vino alsaziano
che rimane elegantemente qui
lei era altrove.
Un passo schiavo dell'altro:
riverse bianche barche festeggiano
la nullita' del fiume anche a quest'ora
i turisti galleggiano in sight-seeing
in side-car coi loro obblighi o bambini,
questi poveri battelli pettinano l'acqua
con forzata lentezza come un complotto
e basta
un pedone fra i pochi
a domandare che ore sono, dov'e',
a moi, il re!
Intanto sembrano ancora stelle quelle nascoste
da un incontro, come caselle libere
e invece vibrerebbero anche sotto il sole
Ğma non correva, piuttosto come una nuvola
rincorso e pedinata da un kazoo
fece il giro della canzonetta fischiettata;
dopo uno sputo di paura come un giuramento
prese a recitare verso il nulla
un tango tra le citta', viste come lettere mai spedite
o tutte insieme: avesse la testa in fiamme
si racconto' veloce una barzelletta addosso, piagnucolosa
che avrebbe allagato il fiume.
Stessa eta' questa stagione
di teatri nei fiumi
gettata fra i loro applausi
ciaff, ciaff, ciaff, pourquoi
il tuo abbraccio fra i flutti e souvenir
sarebbe quando fuori c'e' freddo.
Perquisizioni senili come questa
abbracciata da un golfo di donna
faranno certamente
stireranno i grembiuli, faranno il the
avendo per verita' un panno incontinente
un languido imballaggio per l'anima che va.
Come una canottiera.
Io, ora, torno di terra di sale, fino
a casa,
e mi guardo la lingua del Reno
raccolta in una finestra
spingere la testa
a sinusoide nella citta', fuori e dentro
come una lumaca in cerca del tuo corpo
e poi: una risata col mare
che posso, solo
annegare nelle voci del mio.