DADA6 - POESIE
LENZ
by P.M. Bottigelli
Questo testo e' liberamente tratto
dal Lenz di Georg Buchner.
Jakob Micheal Lenz nacque nel 1751
a Sesswegen in Livonia. Grande
poeta romantico e grande amico di
Goethe.
Lenz
l'enorme e' li' cosa
enorme
e li' attraversa la bomba
nella schiuma per la prima volta
e gli occhi stretti a ombelico
passano attraverso le stelle in movimento
le tenebre si sparsero sopra ai suoi occhi
colui che ricevera' il sole
sara' il mattino e la luna
e fuoco
in questo grande mare
afferra le mani di questo grande mare
...il vuoto appare
e come una pelle tremante
gli si appiccica..
(..) quando accade tutto quello
che io ritengo vero (..)
disteso in riva ad un mare infinito
la luce cadeva sul suo corpo pallido
rianimando il tempo, il tragitto
del "mio" corpo di sangue.
Si posava trasparenza trattenuta
tra le guglie gotiche
le parole della vecchia notte immobile
contengono il tempo, ancora il tempo
che si lascia camminare a piedi scalzi
via, coricato
guarda il fuoco degli occhi
soltanto
una trasformazione
acqua,
che non va verso
scivola semplicemente nella neutralita'
della forma piu' perfetta
(..) la musica il dolore
lo videro
il capo gli si piego sul petto (..)
senza preoccuparsi del vento
il luogo che abbandona
muta con esso
e nella sua, violenza.
Toccami il respiro
una rosa bianca
una rosa rossa
e lo spirito vive tra le rocce
e i metalli
(..) giu' per le valli
di pietra grigia
ai suoni dell'estate
il cuore di ogni visione
di una rivoluzione senza paura
ovunque: sempre e ovunque
viali del tramonto da attraversare
fendere dentro il paesaggio
come speranza digitale
il buio cerchio attorno grigliato
passa oltre il termine
per essere divorato
C'e' una storia
qualcosa come uno spazio cavo
una faccia dietro al vetro
o tante altre cose
Quando dietro la porta..
Era aperta, era sempre aperta
in dove mai possibile residenza..
sempre e in eterno
l'Angelo dal nome Gabriele
si stacca dal profilo azzurro acciaio
Parlando nel linguaggio
li si incontrava cio'
che chiunque conosce
la luce sara' che esso si avvicinera'
e ancora da lontano soltanto la calca
la' dove egli riconosce altri
Palpita in bilico
tra mani libere il riflesso di luce
dentro all'orecchio il silenzio
trascorre rapido nelle sere di Settembre..
e cio' che passava dai suoi occhi
o dalla sua lingua fondeva in un margine isolato
il vino dell'uva sanguigna
spingeva il mio cuore
al di la' del risveglio
l'aquila che rinvia alla forza del sole
nulla potrebbe essere in quiete
il colore, il colore della paura
del mondo preso per le radici
il vecchio peso di carne
nella profondita' del volo
e anche la scrittura intricata dei serpenti
che non ha ombra..
per quegli abitanti bianchi
del mondo, credevano in un altro mondo
ora sparso fuori....