POESIE
di Hans Magnus Enzensberger
a cura di Franco Augelli

Hans Magnus Enzensberger (Kaufbeuren,  1929) e' uno dei piu'
interessanti e significativi poeti della Germania  Federale.
Le sue poesie mettono a segno una delle critiche piu' feroci
ed   amare   nei   confronti   della  societa'  tedesca  del
dopoguerra, basata  spesso  sull'opulenza,  su  un malinteso
senso di benessere,  sul  perbenismo  e  l'apparenza.   Sono
critiche  peraltro,  non  certo limitabili allo spazio della
Germania Federale ("Germania Ovest" all'epoca dei fatti), ma
che li' trovano una  particolare risonanza, data la volonta'
e lo sforzo, operato dalle forze alleate e dai democristiani
di Adenauer, di riempire il vuoto prodotto  dal  crollo  del
nazismo  con  le merci ed il loro culto, anche per creare un
adeguato contraltare ad eventuali seduzioni socialistiche di
marca sovietico-orientale.

Enzensberger, come il  piu'  conosciuto  (almeno  in Italia)
Heinrich  B”ll,  e'  uno  degli  autori  piu'   polemici   e
contraddittori  contro tutto cio'.  Le sue poesie a volte si
concentrano  contro  obiettivi  determinati  o determinabili
(vedi il foglio popolare Bild Zeitung, famigerato nel  mondo
anche   grazie  al  romanzo  di  B”ll  "L'onore  perduto  di
Katharina  Blum"),  a  volte  contro  un  piu'  generalmente
incondiviso modo di vita,  che  sembra fare del rispetto per
il prossimo la  sua  ragione  d'essere  ed  in  realta'  non
rispetta nemmeno se' stesso.

Nel  1993,  Enzensberger ha pubblicato, su "Der Spiegel", un
lungo ed intenso saggio che  ha avuto una cospicua risonanza
anche al di fuori della Germania.  In esso si teorizzava  il
prevalere  della  guerra  civile  come  unico  vero  tipo di
conflitto   del   futuro;   conflitto   mascherato,  perche'
invisibile dove il combattimento non ha luogo;  ma  presente
ovunque,  nelle  guerre tra bande delle metropoli, in quelle
tra Stato  e  mafia  o  tra  famiglie  mafiose  (con precisi
riferimenti all'Italia e non solo).

La poesia di Enzensberger sfrutta fino  in  fondo  tutte  le
potenzialita'  offerte  dalla versatilissima lingua tedesca.
Grazie  alla  polisemia  di  molti  vocaboli,  od  alla loro
possibilita'  di  collegarsi,  con   funzioni   grammaticali
diverse   (nominativo   e   accusativo   assieme)   a   piu'
proposizioni,     si    producono    giochi    di    parole,
intensificazioni  espressive  e  di  significato  pressoche'
impossibili  da  tradurre  in  italiano.   Forse  per questo
Enzensberger, fino ad oggi, non  ha  ancora  ricevuto  molte
attenzioni  dalle  nostre  parti  (questo  mio  tentativo e'
perfettamente consapevole dei suddetti limiti).

Ecco alcune poesie, scritte nel pieno degli anni 50 e 60 (ma
sembrano decisamente piu' attuali), che ben esemplificano la
produzione di Enzensberger.


Utopia (1957)

Il giorno sale, con grande forza
batte i suoi zoccoli tra le nuvole
il lattaio sui suoi bidoni
tambureggia sonate; al cielo ascendono i fidanzati
su scale mobili; selvaggi, con grande forza
si sventolano cappelli bianchi e neri.
Le api scioperano. Tra le nuvole
ruotano i procuratori,
papi cinguettano dagli abbaini.
La commozione domina sia lo scherno
che il giubilo. Velieri
sono piegati dai bilanci.
Il Cancelliere parteggia con un vagabondo
i fondi segreti. L'amore
e' consentito dalla polizia,
e' promulgata un'amnistia
per coloro che dicono la verita'.
I panettieri regalano rosette
ai musicanti. I fabbri
fanno delle  croci
ferri per gli asini. Come in un ammutinamento
irrompe la felicita', come un leone.
Gli strozzini, su cui sono gettati
fiori di melo e ravanelli,
si pietrificano. Buttati sulla ghiaia,
abbelliscono fontane e giardini.
Ovunque ascendono mongolfiere
la flotta di piacere e' pronta a partire;
salite, lattai,
fidanzati e vagabondi!
Scioglietevi! Con grande forza
     sale
               il giorno. 


Bildzeitung (1957)

Tu diventerai ricco, 
incidifrancobolli Attaccaorologi:
se il centravanti vuole,
per un marco sara' colpita di testa
una grande quantita' di principi offesi
dote di Turandot pronostico infallibile
Apparecchia la tua tavola:
tu diventerai ricco.

Manotipista Stenocure,
tu diventerai bella:
se il produttore vuole
l'inchiostro di stampa verra' spalmato
tra le cosce una grossa rete
un mostriciattolo indesiderato
Distenditi, asinella;
tu diventerai bella.

Bestia sociale Compagnodivoce
tu diventerai forte:
se il presidente vuole
giu' pugni sull'agitatore
scatti di flash sul sorriso del boia
dai botte dunque, metticela tutta
fuori i randelli dalla sacca:
tu diventerai forte.

Anche tu, anche tu, anche tu
arriverai lentamente
alle buste-paga ed alle bugie
ricco, forte ed umiliato
tra ispezioni e caffe'
al malto, ben contaminato
di multe, merda,
scorie nucleari:
i tuoi polmoni una gialla scogliera
di nicotina e di calunnia
possa la terra esserti leggera
come il sudario
di raggiro e d'inganno
che compri ogni giorno
in cui ogni giorno ti avvolgi.


L'altro (1964)

Uno ride
si interessa
ha il mio viso con pelle e capelli sotto il cielo
lascia rotolare parole dalla mia bocca
uno che ha denaro e paura e un passaporto
uno che litiga e ama
uno si diverte
uno si dimena

ma non io
io sono l'altro
che non ride
che non ha viso sotto il cielo
e alcuna parola nella sua bocca
ed e' sconosciuto a se' e a me
non io; l'altro; sempre l'altro
che non vince e non e' vinto
che non si interessa
che non si muove

l'altro
che e' indifferente a se' stesso
del quale io non so niente
del quale nessuno sa chi e'
che non mi muove
questo io sono.


Bibliografia (1964)

Questo e' scritto per te.
Tortuosita' sotto la corteccia,
scrittura tremolante dietro le tempie,
piste di formiche.

Questo non e' un artificio.

Circuito stampato,
comunismo
dei polipeptidi,
primule elettroniche,
allodole, secondo un programma.

Prendi e leggi, vecchio suicida.

Manifesti genetici,
permutazioni, gorgheggi.
Ogni cristallo un capolavoro.
Costruire occhi di libellula
non e' un'artificio
ma le ricchezze del mondo
sono piu' semplici.

Questa ortica
potrebbe essere di Proust.
Feedback-system di secondo grado,
ultrastabile.

Finche' questo libro ti arrivera' in mano,
potrebbe essere per leggere
gia' troppo buio.

Se le libellule
se la caveranno senza di noi,
non lo sappiamo.

Bisogna accettarlo.

Butta via il libro
e leggi.

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