Il VENTO ETERNO
di Stefano Pelloni
(selezionato dagli amici del Gruppo Entasis)

La serata non era per  niente  piacevole.  Alla  televisione
davano  un  programma cosi` stupido che neanche un ritardato
mentale lo avrebbe retto. Nugoli di sfigati  giravano  lungo
un  percorso  contrassegnato  da  caselle numerate in alcune
delle quali dovevano sostenere prove fisiche  come  spennare
un  pollo,  o sodomizzare un prete in corsa. Marco stava li`
inebetito a guardare questo  incredibile  programma  offerto
dal potere centrale.
- Stronzate !! - grido` , e stringendo la lattina la ridusse
in malo modo e la getto` dietro il divano dove altre vittime
giacevano  in  pace.  Improvvisamente  il  cane  inizio`  ad
abbaiare.
- Zitto Bobby !!! - Marco  tiro`  un'altra  lattina,  questa
volta  in direzione della finestra aperta. Ma adesso non era
un latrato quello che proveniva da fuori, era un lamento, un
lamento profondo che per un attimo lo fece rabbrividire.
- Ma che cazz... - 
Si alzo` ed usci` in balcone.
- Bobby , che hai ? -
Il cane, un pastore belga di razza, di colore nero buio  con
una  grande  chiazza  bianca  sotto  il  petto , se ne stava
acquattato in un angolo  del  giardino.  Continuava  il  suo
lamento, ma alla vista di Marco ne diminui` l'intensita`.
- Bobby, che cosa hai , sei impazzito ? -
Ma il cane non ne voleva sapere, era come se avesse visto il
diavolo  in  persona. Marco non lo aveva mai visto in quello
stato, per cui  decise  di  scendere.  Rovisto`  velocemente
dentro  allo  sgabuzzino  che  si  trovava dietro alla porta
d'ingresso. Venne investito da una racchetta da tennis,  due
paia  di  sci,  da un'infinita` di riviste porno, palline da
tennis e cianfrusaglie varie. - Porca  puttana  !!  Dove  ho
messo la torcia!!! -
Imprecando e maledicendo il povero Bobby  trovo`  finalmente
la  torcia,  un attrezzo vecchissimo rubato negli anni della
sua prima gioventu` all'Ipercoop  del  quartiere.  Apri`  la
porta ed in un attimo si ritrovo` in giardino.
Un brivido gli corse lungo la schiena. L'aria aveva un odore
strano.  La  sensazione  che provava Marco era molto strana.
Questo  non  era  un  odore,  bensi`  una  sensazione  ,  un
presentimento. Sentiva che vi era qualcosa che non andava.
Ecco, si`, ora c'era.
Fino a pochi minuti prima vi era una leggera brezza  estiva,
mentre ora l'aria sembrava pesante e dolciastra. Si`,  Marco
sentiva quel dolciastro che lui stesso aveva sentito durante
i  suoi  anni  di  guerra nel golfo. Era un qualcosa che non
riusciva a definire completamente, ma quella sensazione  gli
stava  crescendo  di  momento  in momento, ed il cane non la
smetteva di lamentarsi.
- Bobby , qui !!!-
Il cane alzo` gli occhi e con uno scatto fulmineo centro` la
porta   e   corse  immediatamente  in  casa.  Marco  guardo`
sbigottito la scena. Aveva passato mesi e mesi ad  insegnare
a  Bobby  a  non  entrare  in casa e, a dire la verita`, era
l'unica cosa che Bobby  stesso  avesse  imparato.  Marco  si
guardo` attorno. Si`, vi era qualcosa che non andava li' nei
dintorni della casa. E questa sensazione ormai era cresciuta
in modo spaventoso.
Si guardo` attorno poi scrollo` le spalle.
- Quei programmi idioti alla televisione e quello sclerotico
del  mio  cane  mi  stanno  proprio  rimbambendo!! Sorrise e
ritorno` nell'appartamento.
Dietro di lui ombre si muovevano.
Bobby era la`, sopra al divano.
- Bobby, dico sei impazzito ? . Scendi giu` di li` -
Gli fece cenno di scendere e la bestia gli ringhio`.
- Si  eh?  Vuoi  i  metodi  forti  ?  Bene,  visto  che  hai
dimenticato le buone maniere ora ci pensero` io. -
Torno` allo sgabuzzino e prese la mazza da baseball.
Si volto` e vide con una certa dose d'imbarazzo che il  cane
non era piu` li`.
- Dove sei !! Bobby, non farmi perdere la pazienza !! -
Ando` in camera e guardo` sotto al letto, poi  si  trascino`
in cucina.
Niente.
L'appartamento  era  piccolissimo.  Era  composto   da   una
cameretta  e  una  sala  dove vi era una rientranza chiamata
cucinotto. Il bagno era esterno. Era l'unico  posto  decente
che  Marco si poteva permettere con il suo lavoro di uomo di
fatica. La sua non era stata una vita facile; prima la morte
dei   genitori   quando   era  appena  maggiorenne,  poi  la
conseguente interruzione degli studi e la caduta  nel  mondo
della  droga.  Quando  scoppio`  la  guerra  nel  Kuwait  si
arruolo` nell'esercito volontario riuscendo cosi` a spezzare
quella  spirale  che  si  era  creata intorno a lui. Ora era
lontano quel tempo, ma ce l'aveva fatta , si era ricostruito
una vita e, anche se poteva non sembrare una vita brillante,
per lui era  anche  troppo.  Aveva  un  lavoro,  un  piccolo
appartamento  ed  il suo cane... Si ricordo` del suo cane. E
con una certa dose di disagio si accorse che non era piu` in
casa.  Non  poteva.  Guardo` istintivamente verso la porta e
vide che era chiusa,  per  cui  non  poteva  essere  uscito.
Guardo`  dalla  parte  opposta: ecco,  la  finestra. L'unica
spiegazione  logica  era  che  fosse  passato   tramite   le
inferriate  della finestra anche se sembravano terribilmente
strette. Marco trasali` per un attimo  nel  momento  in  cui
senti`  nuovamente il suo cane lamentarsi, e guardando verso
la finestra vide che si era alzato un vento impetuoso.
- Ma cosa cazzo sta` succedendo !!-
Senti` nuovamente quell'aroma  invadere  la  sua  stanza,  e
fuori quel lamento...
Marco inizio` ad avere un senso di paura.
Corse dal suo comodino  ed  estrasse  dal  cassetto  la  sua
Magnum   Parabellum,   se   la  infilo`  nella  cintola,  e,
rincuorato da  questa  presenza  sulla  sua  pancia,  torno`
fuori.  Il  vento era fortissimo, caldo ed acre. Si`, con un
senso di disgusto Marco avverti` che sembrava  il  fiato  di
qualcuno  che avesse mangiato carogne di animali. Avvicino `
istintivamente la mano alla pistola.
- Qui qualcosa non mi quadra... -
Fece un  passo  mentre  una  goccia  di  sudore  gli  colava
lentamente  dalla  fronte.  Bobby  non ululava piu` , ed ora
giaceva immobile con il collo spezzato dietro la siepe.
Marco urlo`.
- No !! Figli di puttana !! Venite fuori se  avete  coraggio
!!! -
Corse da lui e lo prese in braccio.
Ora il vento si era calmato, ma il cielo si era  rischiarato
ed ora emanava una luce verdognola, irreale.
Avverti` nuovamente quell'odore nell'aria.
Marco   improvvisamente   trasali`...   Ecco,    lo    aveva
individuato.  Quello  che  sentiva  era  odore  di morte, lo
stesso odore che lui aveva sentito sui campi  di  battaglia,
dove migliaia di vite si erano spezzate...
Senti` un fruscio vicino a lui e vide un'ombra.
Fu un attimo, ed il bagliore bianco e giallastro della canna
della  pistola  rischiaro` la notte. Il colpo ando` a segno.
Qualcuno o qualcosa era caduto li` davanti.
Marco freddamente avanzo` e si chino su quella massa scura.
Alzo` quello che sembrava essere una veste e con lo  sguardo
impietrito vide che al di sotto di essa non vi era nulla. La
sua mente si raggelo` ed ora quella fragranza  di  morte  si
era  fatta  piu`  vicina,  ne  sentiva il sapore anche nella
bocca. Senti` una presenza di fianco a lui e,  questa  volta
si  volto`  lentamente, ragionando, se cosi` si poteva dire.
Ormai era in preda al delirio, non  riusciva  a  capire,  ma
questa volta non sparo`.
Li` , davanti a lui stava una figura. Il corpo  era  avvolto
in  un  sudario  chiaro  con  i  risvolti  sporchi  di rosso
scuro...
- Sangue !! No !! Non puo` essere !! -
- Il viso era cereo e completamente inespressivo. Gli  occhi
erano  completamente  bianchi  ed  il  ghigno  scopriva solo
alcuni denti cosi` aguzzi da fare pensare a quelli di Bobby.
Si rialzo` il vento, ma questa volta porto` con se` mille  e
piu` voci... Erano lamenti, si` , lamenti umani e non..
Marco trasali`.
- No, non e` possibile, sto` sognando... -
Una voce tuono` imperiosa.
- Marco, siamo arrivati!! -
Il ragazzo spalanco` la bocca. La voce non era unica, ma era
un   coro   di  voci  lamentose,  sembravano  che  venissero
......... dall'aldila`....!!!
Marco si inginocchio`.
- No !!  Non  puo`  essere.  Vattene!  Vattene!  Io  ti  sto
sognando... -
La voce tuono` nuovamente.
- Noi siamo venuti a prenderti... -
Gli occhi di Marco  erano  sbarrati,  il  sudore  era  ormai
uscito da tutti i pori, ed il puzzo era quasi insostenibile.
La pistola gli era sfuggita di mano ,ed ora era li` in mezzo
ai rovi..
- Chi siete... Ditemi che e` uno scherzo !!-
- Noi siamo le creature  dell'eternita`  e  siamo  venuti  a
prenderti...
Marco grido` !!!
 - No !!! No !! Non mi avrete...-
Non poteva essere vero tutto cio`.
Marco aveva combattuto, aveva visto la morte  mille  e  piu`
volte,  ma  non poteva essere cosi` , no, non era possibile.
Raccolse quel  piccolo  strato  di  lucidita`  che  gli  era
rimasto e facendo forza con tutta la sua volonta` d'animo si
volto` e si precipito` in  casa.  Chiuse  la  porta  con  il
chiavistello e si volto`.
Fu un solo attimo poi urlo`.
Sulla poltrona vi era lui, o almeno  doveva  essere  il  suo
corpo.  Era  riverso  da una parte, gli occhi erano vitrei e
guardavano il soffitto. Sul braccio una siringa...
Si guardo` le mani e si accorse che stava scomparendo.
La voce tuono`, questa volta dolcemente , con grazia..
- Ora che hai visto possiamo partire.. -
Marco fece in tempo a sentire i  lamenti  degli  inferi  poi
tutto torno` buio: "POLVERE SIAMO E POLVERE RITORNEREMO"

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