
La serata non era per niente piacevole. Alla televisione
davano un programma cosi` stupido che neanche un ritardato
mentale lo avrebbe retto. Nugoli di sfigati giravano lungo
un percorso contrassegnato da caselle numerate in alcune
delle quali dovevano sostenere prove fisiche come spennare
un pollo, o sodomizzare un prete in corsa. Marco stava li`
inebetito a guardare questo incredibile programma offerto
dal potere centrale.
- Stronzate !! - grido` , e stringendo la lattina la ridusse
in malo modo e la getto` dietro il divano dove altre vittime
giacevano in pace. Improvvisamente il cane inizio` ad
abbaiare.
- Zitto Bobby !!! - Marco tiro` un'altra lattina, questa
volta in direzione della finestra aperta. Ma adesso non era
un latrato quello che proveniva da fuori, era un lamento, un
lamento profondo che per un attimo lo fece rabbrividire.
- Ma che cazz... -
Si alzo` ed usci` in balcone.
- Bobby , che hai ? -
Il cane, un pastore belga di razza, di colore nero buio con
una grande chiazza bianca sotto il petto , se ne stava
acquattato in un angolo del giardino. Continuava il suo
lamento, ma alla vista di Marco ne diminui` l'intensita`.
- Bobby, che cosa hai , sei impazzito ? -
Ma il cane non ne voleva sapere, era come se avesse visto il
diavolo in persona. Marco non lo aveva mai visto in quello
stato, per cui decise di scendere. Rovisto` velocemente
dentro allo sgabuzzino che si trovava dietro alla porta
d'ingresso. Venne investito da una racchetta da tennis, due
paia di sci, da un'infinita` di riviste porno, palline da
tennis e cianfrusaglie varie. - Porca puttana !! Dove ho
messo la torcia!!! -
Imprecando e maledicendo il povero Bobby trovo` finalmente
la torcia, un attrezzo vecchissimo rubato negli anni della
sua prima gioventu` all'Ipercoop del quartiere. Apri` la
porta ed in un attimo si ritrovo` in giardino.
Un brivido gli corse lungo la schiena. L'aria aveva un odore
strano. La sensazione che provava Marco era molto strana.
Questo non era un odore, bensi` una sensazione , un
presentimento. Sentiva che vi era qualcosa che non andava.
Ecco, si`, ora c'era.
Fino a pochi minuti prima vi era una leggera brezza estiva,
mentre ora l'aria sembrava pesante e dolciastra. Si`, Marco
sentiva quel dolciastro che lui stesso aveva sentito durante
i suoi anni di guerra nel golfo. Era un qualcosa che non
riusciva a definire completamente, ma quella sensazione gli
stava crescendo di momento in momento, ed il cane non la
smetteva di lamentarsi.
- Bobby , qui !!!-
Il cane alzo` gli occhi e con uno scatto fulmineo centro` la
porta e corse immediatamente in casa. Marco guardo`
sbigottito la scena. Aveva passato mesi e mesi ad insegnare
a Bobby a non entrare in casa e, a dire la verita`, era
l'unica cosa che Bobby stesso avesse imparato. Marco si
guardo` attorno. Si`, vi era qualcosa che non andava li' nei
dintorni della casa. E questa sensazione ormai era cresciuta
in modo spaventoso.
Si guardo` attorno poi scrollo` le spalle.
- Quei programmi idioti alla televisione e quello sclerotico
del mio cane mi stanno proprio rimbambendo!! Sorrise e
ritorno` nell'appartamento.
Dietro di lui ombre si muovevano.
Bobby era la`, sopra al divano.
- Bobby, dico sei impazzito ? . Scendi giu` di li` -
Gli fece cenno di scendere e la bestia gli ringhio`.
- Si eh? Vuoi i metodi forti ? Bene, visto che hai
dimenticato le buone maniere ora ci pensero` io. -
Torno` allo sgabuzzino e prese la mazza da baseball.
Si volto` e vide con una certa dose d'imbarazzo che il cane
non era piu` li`.
- Dove sei !! Bobby, non farmi perdere la pazienza !! -
Ando` in camera e guardo` sotto al letto, poi si trascino`
in cucina.
Niente.
L'appartamento era piccolissimo. Era composto da una
cameretta e una sala dove vi era una rientranza chiamata
cucinotto. Il bagno era esterno. Era l'unico posto decente
che Marco si poteva permettere con il suo lavoro di uomo di
fatica. La sua non era stata una vita facile; prima la morte
dei genitori quando era appena maggiorenne, poi la
conseguente interruzione degli studi e la caduta nel mondo
della droga. Quando scoppio` la guerra nel Kuwait si
arruolo` nell'esercito volontario riuscendo cosi` a spezzare
quella spirale che si era creata intorno a lui. Ora era
lontano quel tempo, ma ce l'aveva fatta , si era ricostruito
una vita e, anche se poteva non sembrare una vita brillante,
per lui era anche troppo. Aveva un lavoro, un piccolo
appartamento ed il suo cane... Si ricordo` del suo cane. E
con una certa dose di disagio si accorse che non era piu` in
casa. Non poteva. Guardo` istintivamente verso la porta e
vide che era chiusa, per cui non poteva essere uscito.
Guardo` dalla parte opposta: ecco, la finestra. L'unica
spiegazione logica era che fosse passato tramite le
inferriate della finestra anche se sembravano terribilmente
strette. Marco trasali` per un attimo nel momento in cui
senti` nuovamente il suo cane lamentarsi, e guardando verso
la finestra vide che si era alzato un vento impetuoso.
- Ma cosa cazzo sta` succedendo !!-
Senti` nuovamente quell'aroma invadere la sua stanza, e
fuori quel lamento...
Marco inizio` ad avere un senso di paura.
Corse dal suo comodino ed estrasse dal cassetto la sua
Magnum Parabellum, se la infilo` nella cintola, e,
rincuorato da questa presenza sulla sua pancia, torno`
fuori. Il vento era fortissimo, caldo ed acre. Si`, con un
senso di disgusto Marco avverti` che sembrava il fiato di
qualcuno che avesse mangiato carogne di animali. Avvicino `
istintivamente la mano alla pistola.
- Qui qualcosa non mi quadra... -
Fece un passo mentre una goccia di sudore gli colava
lentamente dalla fronte. Bobby non ululava piu` , ed ora
giaceva immobile con il collo spezzato dietro la siepe.
Marco urlo`.
- No !! Figli di puttana !! Venite fuori se avete coraggio
!!! -
Corse da lui e lo prese in braccio.
Ora il vento si era calmato, ma il cielo si era rischiarato
ed ora emanava una luce verdognola, irreale.
Avverti` nuovamente quell'odore nell'aria.
Marco improvvisamente trasali`... Ecco, lo aveva
individuato. Quello che sentiva era odore di morte, lo
stesso odore che lui aveva sentito sui campi di battaglia,
dove migliaia di vite si erano spezzate...
Senti` un fruscio vicino a lui e vide un'ombra.
Fu un attimo, ed il bagliore bianco e giallastro della canna
della pistola rischiaro` la notte. Il colpo ando` a segno.
Qualcuno o qualcosa era caduto li` davanti.
Marco freddamente avanzo` e si chino su quella massa scura.
Alzo` quello che sembrava essere una veste e con lo sguardo
impietrito vide che al di sotto di essa non vi era nulla. La
sua mente si raggelo` ed ora quella fragranza di morte si
era fatta piu` vicina, ne sentiva il sapore anche nella
bocca. Senti` una presenza di fianco a lui e, questa volta
si volto` lentamente, ragionando, se cosi` si poteva dire.
Ormai era in preda al delirio, non riusciva a capire, ma
questa volta non sparo`.
Li` , davanti a lui stava una figura. Il corpo era avvolto
in un sudario chiaro con i risvolti sporchi di rosso
scuro...
- Sangue !! No !! Non puo` essere !! -
- Il viso era cereo e completamente inespressivo. Gli occhi
erano completamente bianchi ed il ghigno scopriva solo
alcuni denti cosi` aguzzi da fare pensare a quelli di Bobby.
Si rialzo` il vento, ma questa volta porto` con se` mille e
piu` voci... Erano lamenti, si` , lamenti umani e non..
Marco trasali`.
- No, non e` possibile, sto` sognando... -
Una voce tuono` imperiosa.
- Marco, siamo arrivati!! -
Il ragazzo spalanco` la bocca. La voce non era unica, ma era
un coro di voci lamentose, sembravano che venissero
......... dall'aldila`....!!!
Marco si inginocchio`.
- No !! Non puo` essere. Vattene! Vattene! Io ti sto
sognando... -
La voce tuono` nuovamente.
- Noi siamo venuti a prenderti... -
Gli occhi di Marco erano sbarrati, il sudore era ormai
uscito da tutti i pori, ed il puzzo era quasi insostenibile.
La pistola gli era sfuggita di mano ,ed ora era li` in mezzo
ai rovi..
- Chi siete... Ditemi che e` uno scherzo !!-
- Noi siamo le creature dell'eternita` e siamo venuti a
prenderti...
Marco grido` !!!
- No !!! No !! Non mi avrete...-
Non poteva essere vero tutto cio`.
Marco aveva combattuto, aveva visto la morte mille e piu`
volte, ma non poteva essere cosi` , no, non era possibile.
Raccolse quel piccolo strato di lucidita` che gli era
rimasto e facendo forza con tutta la sua volonta` d'animo si
volto` e si precipito` in casa. Chiuse la porta con il
chiavistello e si volto`.
Fu un solo attimo poi urlo`.
Sulla poltrona vi era lui, o almeno doveva essere il suo
corpo. Era riverso da una parte, gli occhi erano vitrei e
guardavano il soffitto. Sul braccio una siringa...
Si guardo` le mani e si accorse che stava scomparendo.
La voce tuono`, questa volta dolcemente , con grazia..
- Ora che hai visto possiamo partire.. -
Marco fece in tempo a sentire i lamenti degli inferi poi
tutto torno` buio: "POLVERE SIAMO E POLVERE RITORNEREMO"
