
SENZA PIETA'
Eccola che arriva,
lenta,
inesorabile.
Senza pieta'
ci attacca
alle spalle
e fa il vuoto
attorno a se'.
E' un lento
rintocco,
silenziosa neve
che si posa
tra i capelli.
E' un grido
nella notte,
fredda
e senza luna.
E' un respiro
affannato che
t'angoscia e
s'impadronisce
della tua serenita'.
Cosparge di
cenere
il capo
di chi resta.
Ti lascia
incredulo,
con l'angoscia
dentro al cuore.
Nei ricordi
resta intatta
la sua immagine felice
dei bei giorni
in allegria,
ma nell'aria
resta forte,
troppo forte,
l'opprimente
senso d'impotenza
che ci lega
alla vita.
Quanti giorni
senti sfuggirti
tra le dita
e non riesci
a fermarli,
non riesci
a tenerli per te,
se ne vanno
e ti svuotano dentro.
Un'immagine:
due bambini
felici
che giocano
a fare i grandi.
Dopo tanti anni
eccoli qui,
son divenuti grandi
e vorrebbero tornare
ad esser quei bambini,
ma oggi ne han paura
perche' non hanno piu'
quella mano,
che allora li guidava
in quel meraviglioso,
fantastico gioco.
RIVEDIAMOCI ANCORA
(a Giampiero)
Un lieve sussurro,
un vento lontano
ritorna ad un anno
quel triste lamento.
L'angoscia e l'addio
fan velo opprimente
e ancora par strano,
ma lui, proprio lui?
Un giorno diremo
"Chi l'avrebbe mai detto."
E qualcuno dira'
"Ma la vita continua."
Tante frasi
un po' vere,
certe un po' esagerate,
ma nel cuore c'e' ancora
quella voce che e' spenta,
quel sorriso finito,
quella mano che e' chiusa
in un pugno
per gridare
la rabbia, il dolore
che ha spento la vita.
Oggi ancora si sente
aleggiare nel vento
il lamento e il sospiro
che han chiuso nel tempo
tante lacrime e un sogno:
rivediamoci ancora.
