RACCONTI di Guastalla (ho perso il nome ma vale la pena leggere!). SABBIA Accetto la nuova situazione con entusiasmo. Non mi sembra quasi vero poter ritagliare nuovi spazi, di poter navigare altri mari. Per•... Cosa resta dell'amore? La sofferenza che si stempera giorno dopo giorno fino a diventare leggera nostalgia; che si dissolve in ricordi; che si ripone in cassetti. Noi due, persone qualsiasi, rese calamite dall'affetto che abbiamo costruito sulla sabbia. Le onde ci hanno colto impreparati proprio perchŠ siamo stati noi ad aver voluto costruire sulla sabbia. Avevamo paura, e quindi abbiamo costruito il nostro castello sulla sabbia. Una via di fuga. Ritaglio lo spazio. Navigo su superfici che in brevissimo tempo rimangono vuote di misteri. Mi pongo domande, oscillo tra stati d'animo antitetici; repentini mutamenti continui. Mi sposto per non essere catturato. Forse se le persone sapessero non fermarsi cosi' in superficie... Forse se si fermassero un attimo in pi'— per cercare di capire... Vado via. Cancello una parte di me per costruirne al posto una nuova. Una nuova donna, la stessa di sempre. Un nuovo posto, ed anni a costruire pilastri sulla sabbia. La vita che ogni giorno mi porta motivi nuovi, cancella le mie speranze e le alimenta. Sempre pronto a scappare. Sempre pronto a ritornare. IL LEONE L'orologio sulla Cristoforo Colombo (il grande pirata che Italia e Spagna si litigano anzichŠ vergognarsene) segna le 7:40. Prestissimo. Io l'orologio non ce l'ho pi— da tempo, da quando mi sono accorto che tanto arrivo lo stesso in ritardo e quando ho fame mangio e quando ho sonno mi addormento. Sonno. Dormire. PerchŠ, perchŠ illudersi che quando dormiamo tutto si ferma, tutti dormono? Succede. Succedono una marea di cose e ce le perdiamo. Un sacco di persone sono lŤ pronte e noi...dormiamo. No, anche stanotte non potevo dormire. Non potevo e non l'ho fatto, e ho fatto bene a non farlo. Mi cola il naso perchŠ mi ci Š andata dentro della polvere. Guardo l'orologio e mi accorgo che sono ancora fermo. Metto in moto. Musica. Musica spagnola, perchŠ Colombo era italiano, di Genova. Cambio cassetta perchŠ pirateggiava con la Spagna. Marley. Mi sento meglio. Il tipo ha ucciso lo sceriffo che lo perseguitava e voleva addirittura sparargli. Ne parla come si parla del Papa quando indice le crociate o annulla con una bolla tutti i crediti degli Ebrei. Sceriffo sŤ ma pubblico ufficiale no. Rischia la pena di morte per aver accoppato il bastardo che gli puntava il fucile contro e stava per premere il grilletto. Per cosa? I don't know. L'ha steso ed Š contento, saltella. Grazie tante, dovrebbe forse piangere? Ogni seme che piantava glielo faceva uccidere prima che crescesse, e gli rompeva i coglioni in continuazione. Altra canzone altro regalo. Se voi siete il grande albero noi siamo la piccola ascia, affilata bene per abbattervi. Nervosetto il Marley. Beh gli buttano merda addosso, i civilizzati occidentali (occidentali Š un termine molto stupido per uno che Š circondato) da quanto... dunque dal 1492 scoperta dell'america. Ops no erano in Africa a quel tempo non erano ancora emigrati lŤ sti rompicoglioni di negri. Hai visto quanti sono in america, ma perchŠ non se ne tornano da dove sono venuti? L'america Š nostra. L'abbiamo scoperta, vabbŠ i selvaggi che c'erano prima, ma quelli manco sapevano costruire un'autostrada. E po i, che diritto hanno sono quattro gatti. Sono ormai uscito dalla musica ed entrato in una nube di fumo che mi aiuta a stare sveglio. Visto che Š appurato che quando si dorme succede sempre qualcosa meglio stare svegli anche se non ho un cazzo da fare a cento all'ora sul raccordo. La musica non esiste pi— ed Š un vero peccato. Esiste in compenso Manuela che ci volevamo bene e ce ne vogliamo e resteremo sempre amici, ma che mi cantava sempre quella canzoncina...Vengo dopo il Pi-cŤ non perchŠ si sentisse rifondazione o Pds o accrocchi vari capeggiati da figliocci di agnelli travestiti da gufi ma sotto sotto iene, e nemmeno per affermare che non l'attirava un rapporto sessuale con quell'imbranato di 486 troppo veloce, ma bensŤ per farmi notare che la macchina infernale (e soprattutto infernet come lo chiama mio padre quando paga la bolletta della telecom italia) le rubavano una grossa fetta di suoi diritti sulla mia persona. Vengo dopo il pc... vengo dopo il pc... Basta! Se ne Š andata e mi manca non fosse che ho scoperto di essere libero, (non di farmi tutte le tipettine che mi attizzano) libero come un leone lontano dallo zoo. Bene. Molto bene. La vita mi esplode dentro. Un sacco di cose da fare da vedere da pensare, il momento pi— bello si ricomincia un po' si fa un po' d'ordine si cambia qualche mobile vecchio(al limite anche solo la disposizione) si Š pronti a spaccare tutto. Rinascita. Rinascita. La colpa Š stata mia lo ammetto e non lo dico per placare l'ira di femministe solidali fino alla morte. Lo ammetto e basta. Lo urlo. Ma io come sono? Io sono come sono! Azz. Š durata cosŤ poco l'euforia?! Rimango solo? Naaaa! Sono rabbuiato per•; Š arrivata nella mia mente la madre di tutte le mie paure...Mia madre appunto(non me ne voglia se dico ci•). Mi far… male non dormire? Cos'ho? PerchŠ non dormo? Mi ammalo? Sono gi… malato? Devo preoccuparmi? Colgo al volo per caso lo stereo di nuovo Iron Lion Zion...Lion sono il leone il re della giungla Jamaicana sono io; mi immagino un bel leone con la criniera, mi passo una mano tra i riccioli, gli occhioni, beh Š un po a met… strada tra un gattone e un cartone animato, lo faccio pi— reale, le zampe in primo piano, i denti...no quelli no non c'Š bisogno, Š tranquillo rilassato, non gliene pu• fregare di meno di niente. Bello bellissimo. Sono un leone. Pu• un leone preoccuparsi per aver perso sei ore di sonno? Al limite (devo cercare di smettere con sto limite che crea sempre casino) m'abbiocco dopo pranzo e chi se ne frega! GUARDAMI Una notte pi— breve delle altre di vetro o forse fragile come il cristallo le piccole cose i frammenti d'aria colorata respirati insieme guardami ti prego anche solo per un attimo guardami LA RAGAZZA DEI SOGNI Cara piccola ragazza dei sogni Non ti conosco ancora, o forse ti conosco troppo bene per incontrarti. Lo so, hai ragione, sono anni, forse 8 o 9 che non ti scrivo, e neanche scrivo di te, e nemmeno ti penso, se non qualche rara volta guardando le stelle. Forse anche prima non ti scrivevo mica per davvero, scrivevo ad altre, ma ti giuro che credevo di scrivere a te... Mi sento proprio terribilmente ridicolo a riempire questa pagina che probabilmente non leggerai mai. Penso alle reazioni che potrebbero avere le persone pi— care che ho (poche) nel leggerla; e soprattutto nel sapere che non ho pi— voglia di tradirti. Chiss… che cosa penseresti tu, se la leggessi? Capiresti di essere proprio tu? Io credo di sŤ, in fondo sei la ragazza dei sogni! SŤ non avresti dubbi, lo capiresti subito col sorriso sulle tue labbra da ragazza dei sogni e con lacrime dolci sulle guance. Pensa invece che ridere quando qualcun'altra legger… queste parole, e far… delle facce strane pensando di essere te! Ma non prendertela, tutti cercano la felicit…, e non la trovano mai, tutti vorrebbero trovarsi ma non si trovano mai... Vorrei stare dieci anni a guardarti in silenzio. Vicini io e te, tu ed io da soli con attorno il nulla... Mi Š venuto in mente perch‚ non ti ho pi— scritto, non ho pi— scritto di te, e non ti ho pi— neppure pensato! Non ti piacer… affatto saperlo cara piccola ragazza dei sogni, ma devo dirtelo perch‚ Š giusto che tu lo sappia. Tu non esisti! Ô per questo, e solo per questo che non ti ho pi— scritto, non ho pi— scritto di te, e non ti ho pi— pensato se non qualche rara volta guardando le stelle. Non esisti, che ci voglia credere o no, tu non esisti. Me ne sono accorto da 8 o 9 anni ed ora stavo per dimenticarmelo... Vorrei abbracciarti e fermare il tempo. Io e te, tu ed io da soli vicini con il nulla intorno. Se solo esistessi vorrei guardarti, abbracciarti, da soli, dieci anni, poi fermare il tempo, farlo tornare indietro, io e te, tu ed io ancora per altri dieci anni e poi altri mille, con il nulla intorno, se solo esistessi, vicini per sempre... Mi sento ridicolo a scriverti, perch‚ tu ragazza dei sogni non esisti. Se esistessi no, non mi sentirei cosŤ terribilmente ridicolo, ne varrebbe la pena, magari mi risponderesti anche, sempre che esistessi, e che potessi leggere questa lettera naturalmente. Certo non saprei dove trovare il tuo indirizzo, se esistessi, per• ti giuro che lo cercherei, ovunque... Tu ed io camminiamo sulla spiaggia, l'acqua fredda ed azzurra ci bagna i piedi, ci fermiamo, ci guardiamo, ci abbracciamo, ci baciamo...ecco! Se tu piccola cara ragazza dei sogni solo esistessi, vorrei baciarti per mille anni fermando il tempo moltissime volte a piedi nudi sulla spiaggia, con il mare freddo ed azzurro che ci bagna i piedi nudi sulla sabbia sotto le stelle...