
Era un pomeriggio assolato, faceva molto caldo; solo una
leggera brezza, in riva al mare, scompigliava i capelli.
Era un pomeriggio di venticinque anni fa, era il trenta
luglio, me lo ricordo ancora come se fosse stato solo ieri.
Io stavo la', seduto sulla sabbia e osservavo quelle onde
che agitavano il mare e portavano a riva il profumo pungente
della salsedine. Due ragazzi erano seduti poco distante:
lui aveva circa quindici anni e lei qualcuno di meno.
Parlavano a bassa voce, ma quella leggera brezza profumata
mi portava lentamente agli orecchi le loro parole.
"Me lo devi promettere." - disse lui, accarezzandole il
viso. "Te lo giuro, fosse l'ultima cosa che faro'." -
rispose lei asciugandosi gli occhi. Probabilmente - pensai
- si stanno salutando. Luglio e' ormai terminato e tanti
rientrano nelle citta' o partono per altre destinazioni.
Com'e' triste lasciarsi: quel giorno avrei lasciato anch'io
mia moglie e mio figlio per tornare a Milano e incuriosito
continuai ad ascoltare.
" Saremo qui, dove c'e' il cartello delle lezioni di nuoto.
Ti prego promettimelo ancora." - anche lui piangeva. "Sara'
qui, tra venticinque anni, come oggi, accanto al cartello.
Pero io voglio essere qui anche l'anno prossimo e quello
ancora, sempre con te." "Anch'io lo spero, ma promettiamoci
di essere qui tra venticinque anni, qualsiasi cosa accada."
Che promessa affascinante. Quei due ragazzi si sarebbero
rivisti dopo venticinque anni: una promessa vera, fatta non
solo con lo slancio dettato dal cuore, sfiancato dal dolore,
ma anche sapendo di doverla mantenere. Venticinque anni: ma
quante cose potranno accadere - mi dissi - in venticinque
anni? Ero quasi commosso, continuai ad ascoltare,
continuando a fissare le onde che s'infrangevano, bianche
sulla sabbia bagnata.
"Io questi venticinque anni li voglio passare con te." -
disse lei con la voce strozzata dai singhiozzi. "Anch'io,
ma possono accadere tante cose nei prossimi giorni, nei
prossimi mesi, anche nei prossimi anni, ma ti assicuro che
tra venticinque anni, io saro' qui." - le accarezzo' i
capelli. Lei scoppio' a piangere, questa volta a dirotto e
non riusciva nemmeno piu' a parlare. Ero affannato,
l'emozione per quella promessa mi aveva colto all'improvviso
e mi aveva lasciato quasi senza respiro.
Lui si alzo', la prese per mano e l'aiuto' ad alzarsi. Si
abbracciarono, forte e si baciarono a lungo. Io rimasi li',
immobile, cercando di non guardarli. Lui le accarezzo' i
capelli e la guardo' negli occhi poi, abbracciandola, ando'
via con lei e presero la strada che porta alla stazione. Io
restai a fissare il mare, ad annusare quel pungente profumo
di salsedine che il vento mi portava. Mi ricordo che piansi
per l'emozione: chissa' se avrebbero mantenuto la promessa -
pensai - sarebbe stato bellissimo. Dopo qualche minuto mi
alzai e me ne andai. Quel giorno partii per Milano,
ritornai nel caldo torrido della citta', senza quel pungente
profumo nell'aria. Passarono gli anni e con essi cambiarono
molte cose. Persi mia moglie, cambio' la mia vita, il mio
lavoro, mio figlio crebbe e divenne un uomo e, col passare
dei giorni, quella promessa sbiadi' nella memoria e,
lentamente, non me ne ricordai piu'.
Ormai sono passati quei venticinque anni e io me ne sono
ricordato. A settant'anni sono qui, ormai solo, senza mia
moglie e con mio figlio che ha la sua famiglia e la sua
vita; eppure mi sono ricordato di quel 30 luglio di
venticinque anni fa, come se fossi stato io a fare quella
promessa e, si', preso il treno sono partito per la riviera.
Giunsi alla stazione che era pomeriggio, come venticinque
anni fa. Mi incamminai, faticando sotto il caldo opprimente
di quel pomeriggio assolato, come venticinque anni fa.
Quando raggiunsi la spiaggia cercai quel cartello in mezzo
alla sabbia che indicava che li' si poteva imparare a
nuotare: non c'era piu'. In un primo tempo pensai di non
riuscire piu' a localizzare il luogo esatto ma poi ne fui
certo: il cartello doveva essere stato proprio li'
venticinque anni fa, li' dove ora stavano seduti,
abbracciati, quell'uomo e quella donna: lei piangeva,
perche' si stava asciugando gli occhi con un fazzoletto e
lui le accarezzava i capelli. Non so se fossero proprio
quei due ragazzi di venticinque anni fa, ma mi fa piacere
pensarlo, credere che quella promessa sia stata mantenuta,
nonostante il trascorrere degli anni e cosi', felice, voltai
le spalle al mare e tornai verso la stazione, sotto quel
sole opprimente, con quella leggera brezza che mi portava un
pungente profumo di salsedine.
