POESIE di Massimo Canetta SENZA PIETA' Eccola che arriva, lenta, inesorabile. Senza pieta' ci attacca alle spalle e fa il vuoto attorno a se'. E' un lento rintocco, silenziosa neve che si posa tra i capelli. E' un grido nella notte, fredda e senza luna. E' un respiro affannato che t'angoscia e s'impadronisce della tua serenita'. Cosparge di cenere il capo di chi resta. Ti lascia incredulo, con l'angoscia dentro al cuore. Nei ricordi resta intatta la sua immagine felice dei bei giorni in allegria, ma nell'aria resta forte, troppo forte, l'opprimente senso d'impotenza che ci lega alla vita. Quanti giorni senti sfuggirti tra le dita e non riesci a fermarli, non riesci a tenerli per te, se ne vanno e ti svuotano dentro. Un'immagine: due bambini felici che giocano a fare i grandi. Dopo tanti anni eccoli qui, son divenuti grandi e vorrebbero tornare ad esser quei bambini, ma oggi ne han paura perche' non hanno piu' quella mano, che allora li guidava in quel meraviglioso, fantastico gioco. RIVEDIAMOCI ANCORA (a Giampiero) Un lieve sussurro, un vento lontano ritorna ad un anno quel triste lamento. L'angoscia e l'addio fan velo opprimente e ancora par strano, ma lui, proprio lui? Un giorno diremo "Chi l'avrebbe mai detto." E qualcuno dira' "Ma la vita continua." Tante frasi un po' vere, certe un po' esagerate, ma nel cuore c'e' ancora quella voce che e' spenta, quel sorriso finito, quella mano che e' chiusa in un pugno per gridare la rabbia, il dolore che ha spento la vita. Oggi ancora si sente aleggiare nel vento il lamento e il sospiro che han chiuso nel tempo tante lacrime e un sogno: rivediamoci ancora.