
Anche DADA ha ora, come tutte le riviste che si rispettino,
il suo grande concorso con ricchi premi e cotillons (si
scrive cosi', mah....). Volevamo fare un "Gratta e Vinci",
ma era un po' complicato tecnicamente e poi non vi vedevamo
bene li' a grattare i monitor dei vostri PC per scoprire la
sorpresa. Cosi' abbiamo pensato ad una cosa ancora piu'
bella ed entusiasmante: noi vi proponiamo un inizio di
racconto e voi lo finite, bello vero? Cosa' c'e' in palio?
Assolutamente niente! E' questo il bello, no? ;-))
A parte gli scherzi a noi non frega assolutamente niente di
creare competizioni, rivalita', ecc... Questa non e' una
gara e, a discapito del titolo che voleva essere un po'
ruffianello, nemmeno un concorso. Diciamo che e' uno
stimolo. Si' ci piace pensare a DADA come ad una rivista
stimolante, afrodisiaca, coadiuvante del piacere e
dell'amore... forse mi sono perso...
Comunque, abbiamo accettato di buon grado la proposta che
ci e' giunta da Massimo Canetta e qui di seguito vi
proponiamo un suo "stimolante" inizio di racconto. A voi
l'arduo compito di finirlo. Ovviamente i migliori racconti
finiti che ci farete pervenire verranno pubblicati sui
prossimi numeri di DADA.
LA FESTA
inizio di Massimo Canetta
L'uomo sui trampoli pareva un palo della luce. Fermo,
immobile, come se avesse avuto paura di muovere un solo
capello. Forse non aveva mai fatto l'uomo sui trampoli.
Tutta la festa si svolgeva in un grande piazzale. L'odore
delle frittelle riempiva l'aria, le grida degli ambulanti
erano assordanti. Il mondo pareva essersi perso tra una
bancarella ed un'altra, tant'era la gente accorsa alla
grande festa. Gia', ma che festa era? Il giovane
imbianchino, gia' all'apparire delle prime bancarelle, si
chiese che diavolo di festa potesse attirare cosi' tanta
gente. "Mi scusi," - chiese alla donna dei biglietti della
lotteria - "potrei sapere che festa e' questa?" "La festa
della lotteria." - rispose tranquillamente - "Prenda un
biglietto bel giovanotto." Il giovane imbianchino parve
imbarazzato -"No, grazie. Arrivederci" - e si giro' verso
il punto da cui era venuto. Non riusci' piu' a ritrovare la
strada. Scorse delle bancarelle che, arrivando, non aveva
neppure notato. "Caldarroste. Comprate le piu' buone
caldarroste della festa!" - una vecchia signora agitava un
grande cucchiaio di legno chiamando ogni persona che le si
avvicinava. "Hey, bel giovane, perché non prendi queste
caldarroste? Sentirai che bonta'." "Davvero sono le piu'
buone della festa della lotteria?" - chiese sorridendo il
giovane imbianchino. "Ma quale festa della lotteria?
Questa e' la festa delle caldarroste, e queste sono
sicuramente le piu' buone di tutte." "Ah, capisco" -
l'imbianchino si gratto' il mento giungendo alla conclusione
che si era imbattuto in una bella coppia di matte signore
che davano un po' troppa importanza a cio' che facevano.
Vide in lontananza, apparendo e scomparendo tra teste pelate
e grossi cappelli da signora, una bancarella dove un signore
in canottiera e pantaloni a righe agitava le braccia come un
forsennato. Il giovane imbianchino non riusciva a
distinguere cosa dicesse alla gente che passava davanti alla
sua bancarella. Riusci' a fatica ad avvicinarsi e noto' con
stupore che la bancarella era vuota e il signore in
canottiera invitava ad acquistare. "Non c'e' dubbio, la
nostra merce e' di una qualita' incomparabile. Nessuno
potra' dire che altri abbiano una qualita' superiore e anzi
diro' di piu', nessuno puo' avere la stessa qualita'.
Affrettatevi ad acquistare, ancora per pochi, signori,
affrettatevi." Il giovane imbianchino rimase affascinato dal
modo di fare del signore in canottiera che nel frattempo,
finito il suo lancio pubblicitario, si stava asciugando il
sudore. "Signore, mi scusi" - disse alzando una mano per
farsi notare - "potrei sapere che cosa vendete?" "Certo." -
rispose l'uomo gettando l'asciugamano a terra - "Si
avvicini. Prego, senza timore." Il giovane imbianchino ebbe
un momento di smarrimento; tutte le persone nei pressi della
bancarella lo stavano guardando. "Eccomi." - disse
all'ambulante e si avvicino' facendosi strada tra la gente.
"Lei vuole sapere cosa vendo, giusto?" "Si. Vorrei saperlo,
anche perche' sulla bancarella non vedo niente."
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Fate pervenire il seguito a:
Angelo Politi
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