RECENSIONI MUSICALI
di Antonio Bacciocchi

" UNCLOGGED" 
by X

Lontani dai fasti dei primi anni  '80, gli X, re della scena
losangelina per lungo  tempo  in  virtu'  di  un  sound  che
sapientemente  mischiava  punk  e  il miglior rock 'n' roll,
tornano periodicamente a farsi sentire con dischi non sempre
riuscitissimi anche se  non  privi  dell'antico fascino.  Le
saltuarie prove soliste di Exene Cervenka  e  John  Doe  non
sono  malaccio  ma  non  vanno  al  di  la'  di una risicata
sufficienza.  Quando  ormai  li  davamo  per dispersi eccoli
tornare  con  un  guizzo  degno  dei  tempi  migliori,   uno
splendido album "unplugged" in cui vengono rivisitati alcuni
dei  classici della band in versione semi acustica, il tutto
rigorosamente live.  Si respira molta nostalgia, ma come non
esaltarsi alle note di  "White  Girl",  "Unheard Music" o "I
Must Not Think  Bad  Thoughts"?   E  stupendo  e'  il  nuovo
arrangiamento  di  "The Have Nots", toccante la ballata "See
How We Are"  o  la  rivisitazione country dello sparatissimo
punk 'n' roll "I See Red".  Certo, non c'e' nulla  di  nuovo
sotto  il  sole,  ma  il  disco  e'  godibilissimo  e  molto
piacevole da ascoltare anche ripetute volte, quindi....


"COUNTRY  HOUSE",  "ROLL  WITH IT", "I SHOULD COCO" 
by Blur, Oasis, Supergrass

E' riesplosa la  scena  mod  in  Inghilterra.   Blur e Oasis
fanno "sold out" ad ogni concerto, i Supergrass  scalano  le
classifiche, il buon vecchio Paul Weller e' assurto a gloria
nazionale  dopo  l'ottimo  recente "Stanley Road", decine di
nuove band  (Measwear,  Mantaray,  Bluenotes,  etc...) se ne
stanno uscendo con i primi prodotti discografici.  Il  tutto
con  un sound che raccoglie da vicino l'eredita' 60's di Who
e Small Faces, la  mischia  con  l'elettricita' punk di Jam,
Buzzcocks e Clash,  la  riammoderna  con  suoni  qua  e  la'
elettronici  (vedi i Blur) o con influenze piu' "wave" (U2 o
giu' di li',  vedi  Oasis).   Attesissimi  i nuovi lavori di
Blur e Oasis, i leaders della nuova scena, non  deludono  le
aspettative.

"Country House" dei Blur raccoglie il posto lasciato vacante
dagli XTC con ballate stralunate, inglesi  fino  al  midollo
(con  la lezione di Kinks e Small Faces ben presente), e una
buona dose di follia a rendere il tutto piu' originale.

"Roll with  It"  degli  Oasis  da  una  parte  si  carica di
elettricita' e potenza sonora, dall'altra  indulge  a  pause
acustiche molto interessanti in vista di futuri sviluppi.

Infine  i  Supergrass  con  "I Should Coco" sparano un album
veloce, elettrico, fresco e  pimpante  come  da tempo non si
sentiva.   Molto  naif  e  forse  a  tratti  un  po'  troppo
affrettato, ma sicuramente accattivante e tracolgente.


HERMITS 
ovvero il Garage in Italia

L'esplosione garage della meta' degli  anni '80 (Sick Rose ,
Pression X , Pikes in Panic , tanto per citare i  primi  che
passano alla mente , ricordate ?) ,dopo qualche ottimo album
e tanti entusiasmi scemo' velocemente e cadde ben presto nel
dimenticatoio.   Ma  lo spirito  e' continuato e si mantiene
tuttora ben  alto  grazie  a  decine  di  nuove  bands che ,
seguendo  l'esempio  diffuso  in  tutta   Europa   ,   hanno
proseguito  imperterriti nel recupero piu' o meno fedele del
verbo 60's. C'e' chi lo  fa in maniera filologica , talvolta
eccessivamente accademica , chi invece ne rielabora i tratti
essenziali  filtrandoli  attraverso la propria personalita',
facendo scaturire un sound che, se proprio originale non e',
ha comunque  notevoli  aspetti interessanti.  Nel piacentino
operano, da ormai un lustro  ,  gli  HERMITS , una di quelle
suddette bands che partendo da un garage beat  avvincente  e
trascinante  ,  ma piuttosto risaputo , hanno avuto la forza
di inventarsi  uno  stile  personale  e  di  aprirsi a nuove
soluzioni percorrendo strade poco o per nulla battute  nella
penisola italica.

Se i primi due  EP/45,  "Teenage  Trash" (Flinstones Rec.) e
"Chicken Bones" (Destination X), calpestavano le orme di  un
garage molto ruvido e di buona fattura, ma gia' sentito, con
il  primo  LP omonimo, sempre Destination X, il quintetto di
"eremiti" piacentini  sterzava  verso  un  trash beat spesso
affine alla lezione dei Cramps, ma con meno influenze 50's a
favore invece degli indimenticabili "sessanta".

Una  piacevole  sorpresa  che  dal  vivo  acquista  anche  i
connotati 70's degli Stooges di "Raw Power" o dei primi MC5.
Recente un cambio di formazione decisiva che ha stabilizzato
l'assetto  della  band  a  Manlio  Picchio  (voce),  Luxiano
(basso), Mony Mo' (tastiere), Mauro the Geek (batteria), The
Spy Catcher (chitarra).

indietro