"AUTUNNO"

by Giuseppe Truono

Sento le gocce scorrere sulla pelle, un ad una, lentamente, dall'alto verso il basso, prima piano, poi veloci, poi ancora piano, infine cadono e finiscono di essere gocce, ora sono acqua. Tutt'attorno e' caldo e fumo, un forte stridio con il freddo di un altro inverno atipico, traditore, non sai mai di che umore sara' tra dieci minuti. Io intanto mi godo questo tepore, unica cosa buona in una giornata infernale. Non che mi sia accaduto qualcosa di cui debba o possa lamentarmi, ma se fosse successa, forse sarebbe stato meglio. Chiudo il rubinetto e per un attimo l'acqua scende gelida, il tempo di farmi rabbrividire pelle e cuore e poi cessa. Come sarebbe bello se fosse gia' estate, anzi no, autunno. Il cuore mi batte forte e le lacrime mi inondano gli occhi, poi una ad una dall'alto verso il basso prima piano, poi veloci, poi giu', e finiscono di essere lacrime, ora sono acqua. Forse e' proprio questo il problema che niente riesce ad restare quello che e' per piu' di un momento. La spugna sulla pelle sembra carta vetrata, la lascio cadere e respiro piano. Per un attimo percepisco il mio cuore battere lento ed instancabile, battere senza chiedersi perch‚, senza dire basta. Lascio cadere la spugna ed apro di nuovo il rubinetto, l'acqua diventa subito bollente tanto da scottarmi le cosce. Come vorrei fosse gia' autunno, potrei dire che mi sento cosi' per colpa di autunno. Lascio che l'acqua scorra su di me. Le gocce attraversano i capelli e di colpo mi inondano il viso. Si confondono con le lacrime e scendono giu': prima lente, poi veloci, poi giu' fino a diventare acqua tra l'acqua. Acqua tra l'acqua. Acqua tra l'acqua.....