"AUTUNNO"
Sento le gocce scorrere sulla pelle, un ad una, lentamente,
dall'alto verso il basso, prima piano, poi veloci, poi
ancora piano, infine cadono e finiscono di essere gocce, ora
sono acqua. Tutt'attorno e' caldo e fumo, un forte stridio
con il freddo di un altro inverno atipico, traditore, non
sai mai di che umore sara' tra dieci minuti.
Io intanto mi godo questo tepore, unica cosa buona in una
giornata infernale. Non che mi sia accaduto qualcosa di cui
debba o possa lamentarmi, ma se fosse successa, forse
sarebbe stato meglio. Chiudo il rubinetto e per un attimo
l'acqua scende gelida, il tempo di farmi rabbrividire pelle
e cuore e poi cessa. Come sarebbe bello se fosse gia'
estate, anzi no, autunno.
Il cuore mi batte forte e le lacrime mi inondano gli occhi,
poi una ad una dall'alto verso il basso prima piano, poi
veloci, poi giu', e finiscono di essere lacrime, ora sono
acqua. Forse e' proprio questo il problema che niente
riesce ad restare quello che e' per piu' di un momento.
La spugna sulla pelle sembra carta vetrata, la lascio cadere
e respiro piano. Per un attimo percepisco il mio cuore
battere lento ed instancabile, battere senza chiedersi
perch‚, senza dire basta. Lascio cadere la spugna ed apro
di nuovo il rubinetto, l'acqua diventa subito bollente tanto
da scottarmi le cosce. Come vorrei fosse gia' autunno,
potrei dire che mi sento cosi' per colpa di autunno.
Lascio che l'acqua scorra su di me. Le gocce attraversano i
capelli e di colpo mi inondano il viso. Si confondono con
le lacrime e scendono giu': prima lente, poi veloci, poi
giu' fino a diventare acqua tra l'acqua. Acqua tra l'acqua.
Acqua tra l'acqua.....