"LA LETTERA"

by Massimo Tommolillo

Lo spazio che li separava era di pochi metri: due, forse due e mezzo, ma lui ebbe l'impressione che non sarebbero riusciti ad attraversarlo per nessun motivo al mondo e qualsiasi parola pronunciata, sarebbe annegata in quello spazio, come assorbita da un buco nero. Fuori dall'appartamentino il traffico creava un fastidioso rumore di sottofondo, fatto di sferragliare di vecchi tram e motori di automobili, frettolose sirene di ambulanze e nevrotici colpi di clacson. Millenni prima, quando quella stanza era il luogo desiderato dei loro incontri, quel rumore non era sembrato cosi' ostile all'uomo seduto sul bordo del letto. La donna era appena appoggiata ad una poltroncina dal delicato colore azzurro polvere; non si era neanche tolta l'impermeabile di lucido tessuto bianco ne' i morbidi guanti neri e questo fatto, insieme alla sua posa dinamica simile a quella di un atleta in procinto di scattare, dimostrava la sua provvisorieta' in quel luogo. Nella mano destra stringeva una lettera fitta di regolari caratteri obliqui. 'Bella, ben scritta, addirittura commovente; avresti dovuto fare lo scrittore di romanzi rosa, quest'inizio poi: "amore mio, perdo con te che vai via la mia ultima speranza di un sentimento pulito" sembra tirato fuori da un romanzo. E' proprio roba tua? A me ricorda Vitaliano Brancati.' L'uomo cerco' di cogliere le componenti del tono; c'era del sarcasmo ma anche dell'altro, sembrava quasi di sentire un pubblico accusatore che stesse costruendo la sua tesi per poi chiedere la giusta e inappellabile condanna. 'Tesoro mio' disse, dopo una lunga pausa, cercando di dare un'aria affranta alla sua voce 'questo e' il rischio che si corre con certe lettere; adesso e' naturale che tu sia cosi' sarcastica ma potresti avere piu' rispetto per cio' che sento, un mese fa non avresti parlato cosi'.' La donna si accomodo' meglio nella poltroncina azzurra e accavallo' le gambe velate di nero quasi che avesse deciso che l'argomento meritava piu' tempo del previsto; sposto' con un gesto automatico la frangia di capelli biondi che, ricadendo, le aveva coperto meta' del bellissimo viso e riprese a leggere. 'Qui sei scaduto un po' nell'autocommiserazione "quando hai la mia eta' e la mia situazione, non ti e' concessa la gioia o il sogno; puoi solo permetterti squallide avventure che ti lasciano sporco piu' nell'anima che nel corpo. " patetico ma vagamente innaturale. Dovrebbe essere la lettera scritta d'istinto da un uomo disperato; non trovi che sembra come dire? Costruita, pensata, ragionata; innaturale, insomma.' Sembrava che si stesse caricando del rancore necessario che le serviva; ma per fare cosa? L'uomo sul letto si sfilo' gli occhialini con la montatura metallica e prese a massaggiarsi il naso; parlo' come chi e' comunque consapevole di quanto inutile sia il suo sforzo. 'Non avevo previsto che questa lettera ti arrivasse cosi' presto; l'ho spedita solo ieri pomeriggio e niente poteva farmi credere che gia' oggi ti sarebbe arrivata. Se le cose fossero andate come previsto questo colloquio non si sarebbe neanche svolto; come ben sai.' L'accento cadde pesantemente sulle ultime tre parole. La donna non fece neanche il tentativo di nascondere una smorfia di disprezzo. 'Gia'; la scena non doveva essere questa. Ricordi le parole che hai scritto? Io credo di si; comunque senti quale potente esercizio letterario: "capisco che cio' che sto per fare ti apparira' vigliacco, ma non posso neanche immaginare una vita trascorsa senza vederti; mi piacerebbe capire perche' hai deciso di troncare la nostra relazione ma ormai i particolari perdono significato" questo passaggio e' molto toccante e qui poi ti sei superato: affranto ma buon padre di famiglia, "che poi abbia scelto il luogo dei nostri incontri per farlo non e' per colpevolizzarti, credimi, ma ho pensato allo schock della mia famiglia nel ritrovarmi morto nella nostra casa. Meglio cosi' davvero...." Dimmi la verita', quante ne hai scritte di lettere cosi'? Ormai puoi dirmelo.' L'uomo la fisso' con gli occhi miopi cercando di sembrare offeso nella parte piu' intima dei suoi sentimenti. 'Ti diverti molto ad umiliarmi?.' 'Non mi hai risposto e io invece vorrei proprio una risposta' All'improvviso si senti' molto vecchio e la risposta gli usci' faticosamente, come un' eco da una caverna lontana. 'Che tu mi creda o no, e' la prima volta. ' poi con un rigurgito di orgoglio penso' che c'erano state altre "prime volte" ma, di regola, avevano funzionato; e forse avrebbe funzionato anche in questa occasione ma chissa' perche' era cosi' strana oggi. Era facile per lei giudicare, giovane cosi' non poteva capire. La donna resto' pensierosa per qualche istante come a soppesare una decisione imprevista, mentre si attorcigliava attorno a un dito una ciocca di capelli dorati. 'Capisco cosa provi; ti chiedo scusa ' poi dirigendosi verso di lui 'stenditi, ti massaggio le tempie come piace a te. Togliti quel cuscino e dammelo.' L'uomo era incredulo, il cambiamento nel tono della donna non era interpretabile; c'era qualcosa che gli stava sfuggendo. 'Perche' il cuscino?' 'Che domanda; per massagiarti meglio, i massaggi non si fanno con la testa piegata.' Mentre le porgeva il cuscino si chiese perche' gli veniva in mente il lupo di Cappuccetto Rosso. La mano della giovane usci' dalla tasca destra dell'impermeabile, prolungata come per magia, da una piccola pistola automatica cromata e il rumore dello sparo, attutito dal cuscino, non fu udito da nessuno. La testa dell'uomo sbatte' verso sinistra come se avesse ricevuto uno schiaffo; probabilmente non si accorse neanche di morire. La donna tolse allora dall'altra tasca un sacchetto da supermercato e vi infilo' il cuscino trapassato dallo sparo, pose l'arma nella mano destra dell'uomo e lascio' ricadere il braccio al di fuori del letto, perche' la posa sembrasse naturale. Infine lascio' la lettera in bella mostra sul comodino. Si allontano' di qualche passo come un artista che contempli l'opera appena conclusa e assenti' col capo; ritenutasi soddisfatta, afferro' il telefono e fece un numero imparato a memoria. Dall'altro capo del filo la risposta fu immediata e lei immagino' la donna in attesa accanto all'apparecchio. 'Tutto fatto signora .' 'E' sicura che non avro' problemi? Sa quelli delle assicurazioni prima di tirare fuori mezzo miliardo ne fanno di indagini.' 'E' un interesse comune e il nostro intermediario le avra' sicuramente dato garanzie sulla mia professionalita'.' 'Certo certo, e la lettera?' 'Identica a quella che lei mi fece avere quando mi "assunse"; nessun poliziotto si sognera' di fare indagini.' 'Chissa' quel porco quante volte la avra' usata. Bene, appena saro' liquidata avra' il suo venti per cento.' 'Addio' Avrebbe voluto aggiungere che la vendetta migliore contro suo marito, sarebbe stata quella di farlo vivere ma fu frenata da qualcosa che non riusci' a definire. Riattacco' senza attendere una risposta. Si guardo' intorno per accertarsi di non aver lasciato alcun indizio quindi si osservo' allo specchio; cio' che non le piacque fu quel fugace lampo di pieta' che vide riflesso. Infilo' allora gli occhiali da sole e, senza mai guardare in direzione del letto, usci' dall'appartamento chiudendo la porta con delicatezza.