"LA LETTERA"
Lo spazio che li separava era di pochi metri: due, forse due
e mezzo, ma lui ebbe l'impressione che non sarebbero
riusciti ad attraversarlo per nessun motivo al mondo e
qualsiasi parola pronunciata, sarebbe annegata in quello
spazio, come assorbita da un buco nero. Fuori
dall'appartamentino il traffico creava un fastidioso rumore
di sottofondo, fatto di sferragliare di vecchi tram e motori
di automobili, frettolose sirene di ambulanze e nevrotici
colpi di clacson.
Millenni prima, quando quella stanza era il luogo desiderato
dei loro incontri, quel rumore non era sembrato cosi' ostile
all'uomo seduto sul bordo del letto.
La donna era appena appoggiata ad una poltroncina dal
delicato colore azzurro polvere; non si era neanche tolta
l'impermeabile di lucido tessuto bianco ne' i morbidi guanti
neri e questo fatto, insieme alla sua posa dinamica simile a
quella di un atleta in procinto di scattare, dimostrava la
sua provvisorieta' in quel luogo. Nella mano destra
stringeva una lettera fitta di regolari caratteri obliqui.
'Bella, ben scritta, addirittura commovente; avresti dovuto
fare lo scrittore di romanzi rosa, quest'inizio poi: "amore
mio, perdo con te che vai via la mia ultima speranza di un
sentimento pulito" sembra tirato fuori da un romanzo. E'
proprio roba tua? A me ricorda Vitaliano Brancati.'
L'uomo cerco' di cogliere le componenti del tono; c'era del
sarcasmo ma anche dell'altro, sembrava quasi di sentire un
pubblico accusatore che stesse costruendo la sua tesi per
poi chiedere la giusta e inappellabile condanna.
'Tesoro mio' disse, dopo una lunga pausa, cercando di dare
un'aria affranta alla sua voce 'questo e' il rischio che si
corre con certe lettere; adesso e' naturale che tu sia cosi'
sarcastica ma potresti avere piu' rispetto per cio' che
sento, un mese fa non avresti parlato cosi'.'
La donna si accomodo' meglio nella poltroncina azzurra e
accavallo' le gambe velate di nero quasi che avesse deciso
che l'argomento meritava piu' tempo del previsto; sposto'
con un gesto automatico la frangia di capelli biondi che,
ricadendo, le aveva coperto meta' del bellissimo viso e
riprese a leggere.
'Qui sei scaduto un po' nell'autocommiserazione "quando hai
la mia eta' e la mia situazione, non ti e' concessa la gioia
o il sogno; puoi solo permetterti squallide avventure che ti
lasciano sporco piu' nell'anima che nel corpo. " patetico
ma vagamente innaturale. Dovrebbe essere la lettera scritta
d'istinto da un uomo disperato; non trovi che sembra come
dire? Costruita, pensata, ragionata; innaturale, insomma.'
Sembrava che si stesse caricando del rancore necessario che
le serviva; ma per fare cosa?
L'uomo sul letto si sfilo' gli occhialini con la montatura
metallica e prese a massaggiarsi il naso; parlo' come chi e'
comunque consapevole di quanto inutile sia il suo sforzo.
'Non avevo previsto che questa lettera ti arrivasse cosi'
presto; l'ho spedita solo ieri pomeriggio e niente poteva
farmi credere che gia' oggi ti sarebbe arrivata. Se le cose
fossero andate come previsto questo colloquio non si sarebbe
neanche svolto; come ben sai.'
L'accento cadde pesantemente sulle ultime tre parole.
La donna non fece neanche il tentativo di nascondere una
smorfia di disprezzo.
'Gia'; la scena non doveva essere questa. Ricordi le parole
che hai scritto? Io credo di si; comunque senti quale
potente esercizio letterario: "capisco che cio' che sto per
fare ti apparira' vigliacco, ma non posso neanche immaginare
una vita trascorsa senza vederti; mi piacerebbe capire
perche' hai deciso di troncare la nostra relazione ma ormai i
particolari perdono significato" questo passaggio e' molto
toccante e qui poi ti sei superato: affranto ma buon padre
di famiglia, "che poi abbia scelto il luogo dei nostri
incontri per farlo non e' per colpevolizzarti, credimi, ma
ho pensato allo schock della mia famiglia nel ritrovarmi
morto nella nostra casa. Meglio cosi' davvero...." Dimmi la
verita', quante ne hai scritte di lettere cosi'? Ormai puoi
dirmelo.'
L'uomo la fisso' con gli occhi miopi cercando di sembrare
offeso nella parte piu' intima dei suoi sentimenti.
'Ti diverti molto ad umiliarmi?.'
'Non mi hai risposto e io invece vorrei proprio una
risposta'
All'improvviso si senti' molto vecchio e la risposta gli
usci' faticosamente, come un' eco da una caverna lontana.
'Che tu mi creda o no, e' la prima volta. ' poi con un
rigurgito di orgoglio penso' che c'erano state altre "prime
volte" ma, di regola, avevano funzionato; e forse avrebbe
funzionato anche in questa occasione ma chissa' perche' era
cosi' strana oggi.
Era facile per lei giudicare, giovane cosi' non poteva
capire.
La donna resto' pensierosa per qualche istante come a
soppesare una decisione imprevista, mentre si attorcigliava
attorno a un dito una ciocca di capelli dorati.
'Capisco cosa provi; ti chiedo scusa ' poi dirigendosi verso
di lui 'stenditi, ti massaggio le tempie come piace a te.
Togliti quel cuscino e dammelo.'
L'uomo era incredulo, il cambiamento nel tono della donna
non era interpretabile; c'era qualcosa che gli stava
sfuggendo.
'Perche' il cuscino?'
'Che domanda; per massagiarti meglio, i massaggi non si
fanno con la testa piegata.'
Mentre le porgeva il cuscino si chiese perche' gli veniva in
mente il lupo di Cappuccetto Rosso.
La mano della giovane usci' dalla tasca destra
dell'impermeabile, prolungata come per magia, da una piccola
pistola automatica cromata e il rumore dello sparo, attutito
dal cuscino, non fu udito da nessuno.
La testa dell'uomo sbatte' verso sinistra come se avesse
ricevuto uno schiaffo; probabilmente non si accorse neanche
di morire.
La donna tolse allora dall'altra tasca un sacchetto da
supermercato e vi infilo' il cuscino trapassato dallo sparo,
pose l'arma nella mano destra dell'uomo e lascio' ricadere
il braccio al di fuori del letto, perche' la posa sembrasse
naturale. Infine lascio' la lettera in bella mostra sul
comodino.
Si allontano' di qualche passo come un artista che contempli
l'opera appena conclusa e assenti' col capo; ritenutasi
soddisfatta, afferro' il telefono e fece un numero imparato
a memoria.
Dall'altro capo del filo la risposta fu immediata e lei
immagino' la donna in attesa accanto all'apparecchio.
'Tutto fatto signora .'
'E' sicura che non avro' problemi? Sa quelli delle
assicurazioni prima di tirare fuori mezzo miliardo ne fanno
di indagini.'
'E' un interesse comune e il nostro intermediario le avra'
sicuramente dato garanzie sulla mia professionalita'.'
'Certo certo, e la lettera?'
'Identica a quella che lei mi fece avere quando mi
"assunse"; nessun poliziotto si sognera' di fare indagini.'
'Chissa' quel porco quante volte la avra' usata. Bene,
appena saro' liquidata avra' il suo venti per cento.'
'Addio'
Avrebbe voluto aggiungere che la vendetta migliore contro
suo marito, sarebbe stata quella di farlo vivere ma fu
frenata da qualcosa che non riusci' a definire.
Riattacco' senza attendere una risposta.
Si guardo' intorno per accertarsi di non aver lasciato alcun
indizio quindi si osservo' allo specchio; cio' che non le
piacque fu quel fugace lampo di pieta' che vide riflesso.
Infilo' allora gli occhiali da sole e, senza mai guardare in
direzione del letto, usci' dall'appartamento chiudendo la
porta con delicatezza.