"A NASO IN SU"
Sulla via di casa, al ritorno dal lavoro, c'e' un piazzale
ghiaiato in piena campagna. Un giorno di febbraio ho deciso
di fermarmi. Ho lasciato la macchina in folle, ho spento i
fari e sono uscito dalla vettura. Cos'ho fatto ?
Ho ammirato il cielo notturno. Le sue stelle, nitide e
lucenti piu' che mai, che galleggiavano su uno sfondo terso
d'immensita'. Parevano proprio troppe per poterle contare.
Direi migliaia, milioni, forse miliardi. Quante i granelli
di sabbia su una spiaggia. Probabilmente, in quel momento,
altrettanti esseri intelligenti stavano contemplando lo
stesso spettacolo dal loro piccolo pianeta, sperduto in un
periferico sistema solare di chissa' quale altra galassia,
lontana trilioni e trilioni d'anni luce da qui. Cio'
nonostante, avevamo una storia in comune, una vita soltanto
ed un'unica imperdibile occasione per viverla.
Tutti immobili, per un attimo, a naso in su, a porsi miriadi
di domande, noncuranti dell'unica grande risposta che posava
astuta, taciturna e vanitosa, proprio sotto i nostri occhi
miopi. Ero li', come loro, con loro, spinto da brividi
lungo la schiena a sfuggire alle grinfie del freddo, ma
vinto e piu' che mai convinto dell'incredibile creazione
divina che mi stava inebriando. La mia nascita, la mia
infanzia e la mia adolescenza gravitarono davanti ai miei
pensieri. Forse avevo finalmente raggiunto la prima e tanto
agognata meta del mio lungo e travagliato cammino. Da
quella collina si potevano scorgere tutte le altre, piu'
ripide, alte e scoscese, fino all'ultima che raggiungero'
solo al momento opportuno, quando saro' finalmente uomo.
Ma ogni volta lo sguardo deve tornare a posarsi sul
presente, per badare alla strada asfaltata che mi
riaccompagna a casa silenziosa durante la notte. Trattengo
a stento una lacrima di commozione, poi saluto, un grazie
sussurrato ed un forte urlo liberatorio. Chiudo la
portiera, ritagliando il cielo in un piccolo squarcio di
finestrino. L'eco del mio grido si spegne in lontananza
mentre ingrano la prima e mi metto in marcia verso il paese
che m'aspetta assonnato in pigiama e pantofole.
Ancora oggi, passando da quelle parti, non posso trattenermi
dallo sbirciare attraverso il parabrezza per scorgere tra i
rami del viale alberato un puntino particolarmente
sfavillante, nel cielo, che continua ad attirare insistente
la mia attenzione.