"COSI' VICINO COSI' LONTANO 2:
-ANNOZERO- e -CLOISTER-"
Dopo l'incredibile successo ottenuto da questa rubrica nel
numero scorso in cui ci eravamo occupati dei "Sagrada
Familia" e dei "Perla Madre" (cioe' a dire il vero non ci ha
cagati quasi nessuno, ma noi teniamo duro lo stesso)
rieccoci di nuovo a parlare di due scottanti DEMO, di due
giovani rock bands piacentine, che ci sono capitati tra le
mani e che per diverse ragioni ci sentiamo di proporre a
voi, gentili ed affezionati lettori (che mi stia montando la
testa? puo' darsi, comunque...).
Direttamente dai banchi delle peggiori schools piacentine
ecco l'ennesima combricola di "nerds" che tenta di uscire
dal gruppo per farsi notare dalle giovani fanciulle (con la
nemmeno tanto velata speranza di impalmarle) imbracciando
chitarra e basso. Capelli ragionatamente lunghi, magliette
dei Red Hot e look pseudo-grunge, ecco a voi gli "ANNOZERO".
Ok, diventiamo seri. Mi permetto di scherzare un po' con
loro, perche' posso dire di averli tenuti quasi a battesimo
e di avere seguito con interesse le loro gesta da circa un
anno a questa parte. Ammetto che all'inizio il mio giudizio
su di loro non era molto differente da quello proposto
qualche riga fa. Pensavo, cioe', di trovarmi di fronte
all'ennesimo gruppo, niente di male per carita', che suonava
con l'unico intento di fare casino alle feste in casa di
amici o in qualche assemblea d'istituto scimmiotando questo
o quel gruppo rock americano. E qualche loro deludente
performance dal vivo non aveva fatto altro che confermare
questa mia impressione, con mio g rande dispiacere, perche'
in altri momenti ispirati mi avevano saputo dare prova delle
loro innegabili qualita' musicali.
Grande, dunque, e' stato il mio stupore (anche perche'
credevo si fossero definitivamente sciolti dopo l'ennesimo
scazzo tra alcuni di loro) all'ascolto del loro primo demo
uscito qualche settimana fa. Innanzitutto, perche' rispetto
alle performances di nemmeno un anno fa sono incredibilmente
cresciuti sia dal punto di vista tecnico che compositivo,
poi perche' hanno quasi del tutto messo nel cassetto dei
ricordi le loro viscerali, e forse troppo ingombranti,
influenze con un certo tipo di funky-metal americano per
sviluppare, magari con qualche sincera ingenuita', ma chi e'
senza peccato da questo punto di vista scagli la prima
pietra, un sound originale e ricco di impensabili, e
piacevoli, sfumature per chi li aveva visti agli esordi. I
cinque brani del demo, tutti farina del loro sacco e cantati
in italiano, ma questo non stupisce piu' nessuno, viste le
attuali, e secondo me piuttosto tristi, tendenze del mercato
discografico di casa nostra che non prende piu' nemmeno in
considerazione chi si diletta con l a lingua d'oltre Manica,
colpiscono per la varieta' e la freschezza delle strutture
musicali proposte.
Si inizia con l'omonima "Annozero" dall'incedere incalzante
ed avvolgente per passare a "Maledetto", secondo me il brano
piu riuscito del demo con i suoi riff vagamente metal e
qualche giro di basso particolarmente riuscito. E' uno di
quei brani che colpiscono subito e rimangono impressi nella
memoria anche dopo pochi ascolti per il loro ritornello
potente e piacevole nello stesso tempo. Unica nota negativa
l'inciso in stile grind che forse poteva essere fatto meglio
o magari anche evitato, visto che non c'entra poi tanto con
il resto della canzone. Il primo lato finisce con l'ottima
"Ribelle", unica concessione del demo all'amore che gli
"ANNOZERO" nutrono da sempre per i "Red Hot Chilli Peppers".
Il lato B si apre con la presuntuosetta (intro e finale al
piano, assoli di chitarra, basso alla Primus, ehi ragazzi
non c'e' il rischio di fare confusione mettendo troppa
roba?) "T.L" per poi finire con la bellissima e jazzata
"Blu" che svela una dimensione inedita del gruppo in grado
di cambiare pelle (caratteris tica questa delle band con un
minimo di palle) anche all'interno di uno stesso lavoro.
Certo, gli errori ci sono ed il gruppo dovra' lavorare molto
per migliorare tecnica ed affiatamento, pensiamo pero' che
sono gia' in grado di sfornare pezzi originali e piacevoli
pur non raggiungendo ancora ottant'anni in quattro. C'e'
altro da aggiungere?
Si puo', secondo voi, diventare una delle migliori rock band
del pianeta utilizzando principalmente dei soli
campionatori? Secondo me si, ed i veterani (non che siano
particolarmente vecchi visto che l'eta' si aggira sui 23-24
anni, ma sono in giro da cosi' tanto tempo...) "CLOISTER" ne
sono la dimostrazione vivente. Mai come nel loro caso e'
arduo trovare una definizione, musicale intendo, visto che
di altre definizioni ed epiteti coloriti sono gia' stati
inondati (soprattutto dal vivo), che non sia banale e
riduttiva. Sfacciatamente geniali, direi, se proprio
dovessi etichettarli in due parole. Paranoici, arroganti e
presuntuosi, potrei aggiungere, ma raramente la presunzione
di un gruppo e' stata cosi' ben giustificata. Non nascondo
(parliamoci chiaro, io non parlo bene dei gruppi che
recensisco per bonta', ma piuttosto recensisco solo i gruppi
che mi piacciono) il mio ormai pluriennale amore per questo
gruppo, in grado di stupirmi e disorientarmi ad ogni
ascolto, ad ogni concerto, ad ogni progetto paralle lo
(Controtendenze e Pederasta, solo per fare qualche nome).
L'occasione per parlare di loro mi viene dall'uscita del
loro nuovo demo "CLOISTER - FANTASTIC SOUND" che raccoglie
17 pezzi della loro lunga carriera (da "Fuck the sister" del
1993 a "T.J." datata, pensate che incredibile simpatia,
2000). In questo demo non c'e' solo la loro storia
musicale, ma c'e' quella degli ultimi 20 anni della musica
rock: hard, metal, grunge, dark, gothic, new wave, punk e
grind. Tutto rigorosamente rivisto, disassemblato,
analizzato e poi ricomposto dalle tre menti malate di questo
straordinario ensamble musicale. John Zorn, dopo aver
violentato Cristina D'Avena, che incontra Frank Zappa con
sottobraccio un campionatore rubato ai grandi magazzini,
ecco cosa mi viene da pensare dopo aver ascoltato un loro
pezzo. Preferisco non dilungarmi sui pezzi del demo per
spendere le ultime righe che ho a disposizione per invitarvi
a non perdere le loro esibizioni live. Negli ultimi due
mesi ho avuto occasione di vederli tre volte e debbo dire
che ogni spettacolo e' stato completamente diverso da l
precedente. I loro concerti sono un'esperienza sempre e
comunque unica; la ripetitivita', anche nel caso di trovate
fortunate, non fa parte del loro modus vivendi. Cosi'
potra' capitarvi di trovare la Salemi che implora Jimi, le
Spice "Grind" Girls, vi sembrera' di sentire echi
dall'ombelico del mondo mischiati a corvi che piangono la
morte dell'amata o biscotti insaguinati, famiglie di
becchini e uomini con le ruote, mentre a casa di Luca si
parla e si discute tra vecchi amici (bleah). Insomma,
un'esperienza a dir poco sconvolgente che vi marchera' per
sempre (vedete un po' cos'e' capitato a me!). Non ci sono
vie di mezzo con i "CLOISTER": o si amano alla follia o si
odiano alla morte.
E, anche per stavolta, abbiamo concluso. Vorrei, per quanto
riguarda il mese di Maggio, segnalarvi un'importante
iniziativa della neonata etichetta piacentina "La Trebbia
Musica" che organizzera' in collaborazione con il circolo
ARCI "Dali'" una serie di concerti il Venerdi' sera portando
in scena di volta in volta due gruppi musicali: uno dei
nostri dintorni ed uno ospite proveniente da varie citta'
del nord Italia. Insomma un'operazione da condividere e
supportare alla grande (e forse al Giovedi' qualche incontro
di poesia con il sottoscritto ed altri mentalmente instabili
amici). Vi aspettiamo numerosi!!!
Per contatti ai gruppi menzionati:
"ANNOZERO"
Gigi Drei 0523/337715
"CLOISTER"
Manuel Bongiorni 0523/879302