- POESIE -
di Paolo Maurizio Bottigelli

CHE GUEVARA

in uno scantinato
       ritto ritto
       come un palo
la testa
guarda
verso
la grata

intere squadre di scarpe    divorano
le sbarrette sottili e lunghe della grata
       risa sconnesse    ridere di niente
       
HO L'UMANITA' CHE CAMMINA SULLA MIA TESTA
     INSEGNE AL NEON CHE ACCECANO
     
UN COLONNELLO DALL'ETA' DI 60 ANNI
URLA CHE JON WAINE E'
     L'AMERICA
     IL VIETNAM E' MERDA
     
la lebbra della ragione seduta sogghigna
      HO UNA LAMETTA E UNA COCA COLA
L'ULTIMO RIVOLO DI SANGUE HA LA FORMA DI CHE (GUEVARA)


METROPOLI

sei come una vagina impazzita
il percorrerti e'
      dolce volutta' sensuale
      stessa voglia della prima volta
      
dolce    cara    maledetta metropoli
le tue vie	 sono fiumi di gente
      stordita e ridente
      
metropoli maledetta
per le tue scritte sui muri dei portici    (rabbia)

rabbia   dolore   eroina   follia
amplessi sessuali nelle periferie
maledizione agglomerata

     essere in molti
     e sentirsi solo
     
metropoli   piena di gente maledetta
che ha impiccato il neonato
e allatta vecchie

metropoli   piena di uomini vestiti di nero
che cercano cervelli da manipolare

metropoli   piena di gatti
che graffiano nelle notti di pioggia

    metropoli   metropoli
    
ti attraverso 
longitudinalmente
    con la mia lingua umida   in cerca
    di una bocca da baciare
    
metropoli   un letto con una donna   o un giovinetto
a cui donare il mio amore triste

metropoli...storia giovane...rivolta anarchic...

   la gola sgozzata in un vicolo
   
METROPOLI.


VERRO'

menestrello
un po' narcisista
di storie umane non accettate

saro' da voi nel tempo
della festa
e scuotero davanti al Vs. formalismo
100 cadaveri
ricevero'
frustate
ma verro' ancora nel giorno piu' amaro
e portero' rose

dai miei occhi ormai ciechi
usciranno lacrime

verro' a salutare i Vs. figli
e accarezzero' i loro cadaveri.