- POESIA E CYBERSPAZIO - di Guildestern

C'e' un campo dell'arte in  cui  lo  spazio  attorno  e'  un
universo  nero  e  senza  luci.   E'  uno  spazio che non ha
dimensioni estensive, e'  uno  spazio propriamente virtuale.
In questo non-spazio regna incontrastato il  Pensiero.   Non
esistendo  individualita'  controllabili (non c'e' documento
d'identita' nel non-spazio) cio' che rimane e' il Sogno e la
Possibilita'.

Che le parole, meglio,  la  Parola  rende esteriore ed unica
Verita'.  Verita' dell'Arte, verita' incontrovertibile.   Le
meraviglie  di  questo  non-spazio sono riassunte nel nostro
cyberspazio, quello che  conosciamo,  che stiamo esplorando,
come i pionieri fecero con l'Ovest del Nuovo Continente.  La
Poesia come strumento di  esplorazione del cyberspazio, come
Grammatica, come Galateo.  O se vogliamo semplicemente  come
Bigino.

Comincio oggi col  proporvi  due  poesie inedite della nuova
guardia di poeti milanesi, uno di loro,  il  primo,  Alessio
Saltarin,  fa  parte del Circuito Giovani Artisti Italiani e
ha scritto su qualche rivista del settore come Il Segnale (I
Dispari), Alla Bottega.   La  seconda, Corinna Ellaspide, e'
una giovanissima poetessa milanese che si rifa'  a  Saffo  e
all'ultima  scuola della poesia strutturale estetica.  Al di
la' comunque  delle  non  facili,  e  quasi  mai pertinenti,
classificazioni, vorrei che le leggeste con la dovuta calma,
magari al buio, nella sola  luce  artificiale  del  monitor:
lasciatevi  trapassare  dalle  parole.