"Blu Bus"
Settembre 1996. La filiale pricipale della Blu Bus Records
si trova davanti a noi in un antico palazzo del centro
storico di Milano fino a qualche anno prima sede di una
prestigiosa assicurazione straniera. Guardo l'ora: le 15.00
in punto.
"Entriamo" dico a Luca.
"Ma sei sicuro che ci aspettano?"
"Certo, abbiamo appuntamento. Ti ho gia' detto che uno dei
boss e' un mio caro amico, vedrai che accoglienza" dico con
un leggero tremolio delle labbra. Varchiamo la soglia
dell'ingresso principale e ci troviamo in un grande atrio
con alcune scrivanie disposte a semicerchio davanti a noi.
Mi dirigo verso l'unica occupata da una graziosa ragazza
biondo-ossigenato-vacca con minigonna inguinale e maglietta
attillata stile "guarda che belle perette c'ho sotto, ti
piacerebbe dargli una registrata eh?". La ragazza si sta
accuratamente ritoccando le unghie con un discreto smalto
nero lucido.
"Buongiorno signorina" le dico gentilmente "avremmo un
appuntamento con Sergio" "Sergio chi?" mi risponde lei senza
distogliere lo sguardo dalla sua principale attivita'.
"Sergio... il responsabile delle audizioni" "Ah, il dott.
Milani" aggiunge lei. "Beh si'... quello" "Terzo piano in
fondo al corridoio, ultima porta a sinistra. C'e' la
targhetta sulla porta, in ogni caso. Mi dite i vostri nomi
cosi' mentre salite vi annuncio" "Si, io sono Angelo Politi
e lui e' Luca dei Perla Madre. Sentirete molto parlare di
loro da qui a qualche mese" le sorrido dirigendomi verso
l'ascensore. "Si, si... come no" ci congeda lei con
raggelante freddezza.
Bussiamo alla porta con relativa targhetta.
"Chi cazzo e'?"
"Io me ne vado"
"Ma no sta scherzando e' fatto cosi'"
"Sono Angelo" dico aprendo la porta "non ti ricordi del
nostro appuntamento?" Sergio e' in piedi vicino ad un'ampia
vetrata con vista sul corso. In sottofondo alcuni
altoparlanti diffondono "Troppo Lontano" tratto dall'ultima
produzione Blu Bus con i Greatest Hits dei Kina in versione
a-cappella.
"Ciao, entrate" ci fa cenno "stavo guardando tutti quei
piccioni che volano di continuo da questo palazzo alle case
di fronte al cornicione della chiesa nell'angolo. Ma sapete
quanta merda fanno quegli uccelli? E' impressionante! Uno
di questi giorni mi copro una carabina e... su sedetevi
cosa posso fare per voi?" Da un mobiletto frigo-bar estrae
tre chinotti. Sergio e' un rocker non piu' giovanissimo,
alto, fisico da palestra 100% straight-edge e un bel
tatuaggio stile "Parental Advisory" della Sub Pop, ma con la
scritta "Fuck you all" sul robusto braccio sinistro.
"Ehm, hai poi ascoltato il demo dei Perla Madre che ti avevo
spedito?" dico sorseggiando un po' di chinotto "Lui e' Luca
il leader del gruppo". "Salve" si presenta timidamente Luca
tendendo la mano. "Ah si', sono quelli che fanno funky-rap
sociale, no? Niente male, anche se al primo ascolto..."
"Veramente" tossisce Luca "noi facciamo... del rock
italiano al limite con qualche venatura pop" dice quasi
scusandosi.
"Ah, beh non importa sul genere poi ci si accorda. Non e'
quello l'importante al giorno d'oggi. Come del resto non
sono importanti ne' la tecnica, ne' la qualita' delle
composizioni. Voglio essere chiaro con voi: i successi si
costruiscono a tavolino, non in studio di registrazione.
Occorre avere delle bella facce da copertina e da video
musicale, testi e ritornelli che possano andare bene in ogni
occasione, dalla festa tra amici al servizio televisivo. Ma
lo sapete quanti soldi ha fatto Masini con "Brutta Stronza"
solo con i dischi comprati dai ragazzi per le loro
ex-fidanzate o con i passaggi televisivi in trasmissioni di
satira?" "Beh, in effetti non ci avevo mai pensato"
"Va beh, torniamo a noi, purtroppo non ho molto tempo a
disposizione e poi devo andare a comprarmi una carabina.
Avete una foto dei componenti del gruppo?" "Si", dice Luca
estraendo una busta dalla tasca "e' qua dentro" "Fammi un
po' vedere... ah siete tutti molto giovani, bene... Questo
qua alto chi e'?" "E' Paolo, il secondo chitarrista...
canta anche in qualche pezzo" "Bene con qualche ritocco e
qualche tatuaggino sulle braccia potra' andare. Questo
mingherlino?" "E' Marco, il bassista. E' il piu' giovane ma
e' davvero molto bravo"
"Ma non so, sembra ancora un bambino... forse con un po' di
palestra e un po' di steroidi. Beh, vedremo di cavarci
qualcosa. Quest'altro bruttino allora dev'essere il
batterista, giusto? Meno male cosi' sta dietro e si vede
poco". Una voce chiama dall'interfono. E' la segretaria
dalle unghie nere.
"Dott. Milani c'e' David Geffen per lei sul videotelefono"
"Oh, cazzo ancora quel culattone" replica Sergio seccato
"digli che sono impegnato a visionare una nuova band i Perla
Madre... anzi digli Pearl Mother cosi' lo facciamo stare un
po' sulle spine" riattacca. "Da quando gli distribuiamo noi
i dischi le sue vendite in Italia sono triplicate, solo che
e' un tale scassapalle". Io e Luca beviamo l'ultimo sorso
del nostro chinotto.
"Allora caro Luca, credi davvero nella tua musica?" "Si',
con tutta la mia anima" sobbalza lui con un lampo negli
occhi. "Stronzate, l'anima non c'entra niente in questo
mestiere. Angelo puoi uscire qualche minuto che devo
spiegargli alcune cose a quattr'occhi?"
"Si, va bene..." balbetto nervosamente indirizzandomi verso
il corridoio. Sergio si alza dalla poltrona e si va a
sedere sul bordo del tavolo proprio davanti a Luca.
"Nel nostro ambiente occorrono sacrifici: a seconda del
periodo questo significa tagliarsi o farsi crescere i
capelli, cambiarne il colore in alcuni casi, farsi tatuare o
mettere orecchini al naso ed in ogni caso scordarsi la
propria integrita' musicale. Il mercato richiede musica che
pompa? E noi aggiungiamo bassi all'inverosimile. C'e' la
fase delle limonate adolescenziali? E noi gli diamo le
ballatone unplugged. Il secondo segreto e' fare notizia,
fare parlare di se': farsi fotografare con ragazzine, o
ragazzini non fa differenza, di 16 anni. Insomma Luca,
occorre dare via il culo" gli sussurra passandogli una mano
tra i capelli "davvero morbidi, e hai anche delle belle
spalle"
"Scusi ma... che sta facendo?"
"Niente, controllo solo che tu abbia tutte le qualita' per
salire su un palco del festivalbar con i tuoi bei pantaloni
di pelle attillati e..."
Dal corridoio vedo la porta che si apre "Lei e'... e' un
figlio di puttana" urla Luca affannosamente verso l'interno
prima di correre via. Mi passa davanti veloce senza nemmeno
guardarmi.
"Ma Luca? Che cazzo succede, dove diavolo scappi?" "Il tuo
amico... mi ha... mi ha messo una mano sui coglioni,
altroche' audizione, 'fanculo" "Va beh, ma dai sono cose che
capitano, malintesi. Insomma vuoi o no entrare nello
show-biz?" "Si', ma non voglio che lo show-biz entri in me!"
Mi fermo e lo guardo scomparire dietro la porta
dell'ascensore. Torno verso l'ufficio di Sergio ed entro.
Stavolta senza bussare.
"Meno di 10 minuti, quasi un record" gli dico mentre si
stappa una Bud. "Gia', avevi proprio ragione... era una
cosa semplice" "Lo sai che difficilmente mi sbaglio in
queste valutazioni" "Ti ha gia' dato i 5 milioni per
l'audizione?" "Per chi mi hai preso?" gli sorrido. "Cosa
dici, ci scopiamo la troia di sotto quando finisce il
turno?" "Va bene, ma si e' fatta tingere dall'ultima volta?"
"No, e' un'altra"
Apro il frigo-bar e mi stappo una Bud anch'io. Vado verso
la finestra a guardare i piccioni che cagano sul mondo.
"Forse il mondo ha quello che si merita" penso.